GIUNTA ORLANDO-CATANIA: ULTIMO ATTO

L’inchiesta che vede coinvolti il sindaco Orlando, parte della sua giunta e personaggi di spicco della burocrazia comunale che in questi anni si sono avvicendati, dimostra che tipo di gente ha amministrato la città di Palermo in questi ultimi 10 anni e quindi di come essa sia stata ridotta.

Una casta che, pur di restare al potere, ha ostacolato persino investimenti riguardo la manutenzione ordinaria della città. Tutto questo con la copertura di Rifondazione Comunista che ha sostenuto e sostiene tutte le misure truffa della giunta comunale. 

Orlando da presidente dell’ANCI Sicilia, ha imposto il vassallo Abbonato ex ragioniere generale del Comune alla Corte dei Conti per ostacolare le indagini (vedi qui), ha scippato soldi pubblici alle aziende partecipate riducendo i servizi (come quelli dell’AMAT) in modo da far apparire in linea i conti del comune, il tutto accompagnato da una politica d’immagine volta a narrare una città euro-mediterranea ed accogliente che vive dello sviluppo turistico. 

Dietro la politica d’immagine le sue clientele hanno tentato una speculazione edilizia in centro storico, le associazioni ad essa legate hanno ottenuto finanziamenti. 

Nel mentre al cimitero dei Rotoli venivano accatastate bare in attesa di sepoltura, il forno crematorio da anni inagibile, viale Regione Siciliana e Partanna Mondello finiscono perennemente sott’acqua ogni temporale, gli uffici comunali sottorganico (3 anni per un cambio di residenza!), solo 120 autobus circolanti nella quinta città d’Italia, spazzatura ad ogni angolo di strada, emergenza ambientale a Bellolampo.  

BORGHESIA STATALE VS BORGHESIA SPECULATRICE? 

Se nelle altre capitali del Mediterraneo sono in corso speculazioni immobiliari, delocalizzazione di istituti finanziari, svolta Green a Palermo siamo di fronte a una “decrescita infelice”: l’intero tessuto produttivo degli anni Ottanta è fallito, la disoccupazione giovanile al 53%, la città ogni anno perde 10 mila abitanti, i valori degli immobili deprezzati, fuga dei grandi investitori internazionali e dei grandi colossi dell’ipermercato (vedi vicenda Decathlon ed Ikea). 

L’impoverimento generale ha portato a un prodotto di scarsissima qualità ossia le case-vacanze e gli improvvisati tour turistici in lambretta, ma l’unica struttura a non aver risentito della “decrescita infelice” è stata la borghesia d’apparato (i grandi funzionari del comune e della Regione) che porta avanti a parole il motto – tanto caro a Rifondazione Comunista che sostiene a spada tratta la giunta – “tutto pubblico no al privato” ma nel frattempo si sono indebitati con grandi compagnie private come la Bombardier. 

La vicenda del tram dimostra come il Comune si sia legato mani e piedi a un’impresa costruttrice di trasporto e pur di mantenere l’appalto con la compagnia franco-canadese progetta nuove linee di tram senza l’approvazione del PRG. La ZTL, l’aumento delle strisce blu misure imposte per sostenere Bombardier. A perderci è stata la stessa azienda dei trasporti a cui sono stati scippati soldi per riassettare i bilanci e per i treni bianchi. 

Il caso Bombardier-Amat dimostra che l’entourage del sindaco è pienamente dentro il sistema degli appalti pubblici, ed è complice delle grandi imprese che da oltre un decennio tengono in scacco la città con i lavori dell’anello ferroviario e dell’impianto di sollevazione fognario al foro Italico. 

LA DECADENZA DI UNA BORGHESIA NEL CONTESTO EUROMEDITERRANEO

Le vicende di Palermo rilevano la decadenza e la putrefazione della borghesia siciliana nel contesto euro-mediterraneo. Con l’entrata delle ex repubbliche popolari (Ungheria, Polonia, Rep. Ceca, Rep.Slovacca, Romania, Bulgaria) nel sistema economico integrato, a uscirne rafforzate sono state le regioni del Nordest italiano trasformate in filiere produttive della Baviera. Molte piccole e medie imprese venete hanno delocalizzato in Romania, il Credito Italiano (UNICREDIT) ha annesso lo storico Banco di Sicilia concentrando i suoi investimenti in Europa orientale, quindi addio prestiti agevolati alle micro imprese siciliane! Nel Mediterraneo s’è affacciata la potenza turca che mantiene l’ordine imperialista in Libia, la Tunisia è entrata in una fase di crisi economica permanente e di sollevazioni popolari (vedi qui). 

La Sicilia, tranne che per ragioni militari, ha perso la sua rilevanza in questo nuovo “ordine imperialista”, il PNRR che finanzia opere pubbliche che da oltre un ventennio devono essere realizzate (raddoppio ferroviario PA-CT), ha escluso i nuovi progetti della giunta Musumeci. 

DIMISSIONI IMMEDIATE DELLA GIUNTA ORLANDO-CATANIA

Da comunisti ci battiamo per le dimissioni immediate della giunta Orlando-Catania, nessun sostegno ai partiti sedicenti comunisti che hanno sostenuto il sistema Palermo per oltre un ventennio (Rifondazione Comunista dal 1997 ha sempre sostenuto Orlando) responsabili in pieno del disastro. 

NO al pagamento del debito 

Piano di opere pubbliche per la sicurezza del territorio 

Piano di manutenzione straordinario per tutti gli impianti comunali 

Rescindere il contratto con Bombardier No ZTL! 

Piano di edilizia pubblica popolare espropriare i grandi possedimenti ecclesiastici 

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