L’ACQUA DEVE TORNARE A ESSERE GESTITA DAL PUBBLICO, MA NON BASTA CHIEDERE L’ACQUA PUBBLICA, SERVE DARE IL POTERE A CHI LAVORA… SI CHIAMA SOCIALISMO !

Si è svolto il 28 giugno, davanti la sede del Comune di Agrigento, un sit-in organizzato dai militanti e sostenitori del Partito Comunista (Marco Rizzo), Sezione di Agrigento e Provincia, il cui intento era ed è a tutt’oggi, quello di sensibilizzare i cittadini di Agrigento e Provincia sull’importanza della gestione dell’acqua pubblica, a seguito della vicenda giudiziaria scoppiata negli ultimi giorni all’interno di Girgenti acque.

Il “Partito Comunista” è stato presente per ribadire alcuni concetti che rappresentano da anni la nostra lotta; in particolare per la gestione legata all’acqua, bene primario ed essenziale, ma non solo, la battaglia è quella che ci impone come comunisti di mettere alla luce ciò che continuamente emergere da queste vicende giudiziarie, ovvero, la vera natura del sistema Capitalista, dove gli intrecci di potere e interessi tra la classe Politica (destra e sinistra) e la grande borghesia siciliana sono sempre più evidenti.

La vicenda giudiziaria che riguarda Girgenti acque ha creato scalpore fra la cittadinanza agrigentina. Lo stesso però non possiamo dire noi comunisti che da decenni abbiamo portato avanti battaglie per riportare l’acqua sotto la gestione pubblica, sottraendo questo bene prezioso dalle mani arruffatrici di privati che vogliono soltanto speculare su un servizio pubblico e su un bene essenziale e comune. 

Emanuele Quarta presso il sit-in sotto il comune di Agrigento

Ancora una volta il capitalismo ha mostrato il suo vero volto, fatto di commistione fra politica del malaffare e imprenditori, con questi ultimi in grado di fare profitti solo grazie al finanziamento pubblico per un servizio mai svolto causando disservizi alla cittadinanza. Infatti, non si conta più la quantità di soldi pubblici intascati dagli enti privati di gestione dell’acqua pubblica per la realizzazione degli impianti di depurazione e dissalazione dell’acqua, soldi puntualmente erogati al privato, il quale intascava e non portava a compimento tali opere. Ma c’è dell’altro: noti politici di livello regionale chiedevano, prima di erogare il finanziamento pubblico a Girgenti acque, assunzioni di amici e parenti proprio all’interno di Girgenti acque stessa, trasformando tale ente in un vero e proprio ufficio di collocamento, e come se non bastasse vi sono anche tangenti intascate dalla politica regionale, sempre attraverso Girgenti acque, come sorta di finanziamento elettorale per questi noti politici, danaro che non risulta però giustificato in nessun modo nei registri contabili dell’azienda, almeno questo risulta al momento dalle indagini portate avanti dalla magistratura e Procura di Agrigento.

Ciò che più ci preoccupa è il continuo connubio di interessi tra la classe politica (destra e sinistra) e la grande borghesia siciliana, che lucra sulle spalle di cittadini e lavoratori. Tutto questo avviene a causa di un modello economico Capitalistico che ha delle radici profondamente sbagliate e che ostacola qualsiasi processo politico sull’acqua pubblica. Girgenti acque deteneva una capitale privato di milioni di euro, che veniva investito per tenere a libro paga quella classe politica che solo a parole dice di tutelare gli interessi dei cittadini e di essere dalla parte del popolo lavoratore, in realtà queste vicende giudiziarie ci aprono gli occhi di fronte alla realtà, ciò che appare è pressoché evidente, ed è che la classe politica da destra a sinistra fa tutt’altro che tutelare gli interessi delle classi lavoratrice del nostro paese, alimenta anzi un modello economico utile solo a spremere e depredare i lavoratori con il fine di spartirsi denaro pubblico a danni dei contribuenti e a creare disservizi in nome del Profitto privato”.

Gery Bavetta intervistato da AgrigentoOggi

L’acqua deve tornare ad essere un bene pubblico. Vogliamo un ente di diritto pubblico, che risponda giuridicamente al Consiglio Comunale e alla Cittadinanza, che garantisca un servizio efficiente senza fini di lucro, che riesca sensibilmente ad abbattere i costi e consenta ai lavoratori di avere voce in capitolo sulla gestione e organizzazione del lavoro, concludono i militanti. 

Alcuni militanti del “Partito Comunista” davanti al comune di Agrigento

La battaglia per l’acqua, così come per la Sanità e il Lavoro sono battaglie tra loro legate e interconnesse, che vengono ostacolate sempre dalle stesse dinamiche legate al Profitto privato di pochi padroni. Per questo come “Partito Comunista” la nostra battaglia punta al cambio di sistema, ribaltando gli attuali rapporti di forze in campo, che oggi sono totalmente a svantaggio di cittadini e lavoratori e sono invece favorevoli al grande Capitale.

La battaglia per l’acqua pubblica è strettamente legata al cambio di sistema, affinché questa non cada nelle mani dei privati e delle multinazionali, favoriti invece da una politica affiliata a questi interessi economici.

“Non basta chiedere l’acqua pubblica, serve dare il potere ai lavoratori. Si chiama Socialismo”.

Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *