Altro che democrazia – Quando a sfruttare i lavoratori è la Regione stessa

Sono in 6000 i giovani disoccupati siciliani, tra loro anche disabili, che hanno aderito al “Avviso 22/2018”, emanato dalla regione Sicilia con fondi Europei, con l’obiettivo di favorire il loro inserimento nel mondo del lavoro dentro le aziende private.

La regione si sarebbe così fatta carico di rimborsare 500 euro al mese (una miseria) per una durata che va dai 6 ai 12 mesi, a seconda del tipo di contratto stipulato.

Si è però già concluso l’anno e non sono ancora arrivati i pagamenti da parte dell’Assessorato del Lavoro ai disoccupati che hanno aderito al progetto.

In tanti attendono ancora il saldo dell’intera somma di pagamento, altri solamente l’ultimo bimestre.

Questi giovani, sfruttati dalla regione Siciliana, hanno già costituito un comitato chiamato “Avviso 22”.

Dichiara il portavoce dell’avviso 22, Oreste Lauria di Palermo –  “Noi siamo sempre e comunque parte lesa, perché qualcuno dovrà pagarci, questo è sfruttamento. E aggiungo, alla fine della conclusione del tirocinio svolto, siamo stati mandati a casa non pagati e senza alcuna occupazione.”.

Del caso se ne è occupato anche Striscia la Notizia, con l’inviata Stefania Petyx con un servizio mandato in onda il 7 novembre 2020, che ha intervistato proprio l’assessore della regione Sicilia alle Politiche Sociali e Lavoro, dott. Antonio Scavone, dicendo testuali parole, ovvero che: “il 75% delle domande erano prive di documentazione”, ecco perché non sono stati ancora erogati i soldi.

https://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/avviso-22-quando-a-non-pagare-e-la- regione_70005.shtml?fbclid=IwAR3RoYwlqANmQHb7v87iOfz3e9UCIdeUmcqOqO0TEXTHYInjH – X1LqTDKi8

A tal proposito abbiamo contattato il portavoce del comitato, Oreste Lauria, che ci ha risposto così : “nel servizio di striscia la notizia l’assessore dice che le domande erano prive di documentazione, ma a loro enti promotori hanno sempre ribadito che la documentazione è a posto, e se manca un documento deve semmai essere l’assessorato al lavoro a dire quale documento manca a ciascuno di noi, per cui per gli enti promotori la documentazione è giusta, fin tanto che non sia l’assessorato stesso a richiedere quale ulteriore documentazione vorrebbe integrare”.

A Ribera (AG) Leonardo fidanza, 29 anni, è uno dei 6000 giovani che hanno aderito al progetto con un contratto di assunzione di 12 mesi.

Leonardo, in quale azienda privata hai lavorato? per quante ore al giorno e con quale competenza?

Ho fatto tirocinio alla redazione “Momenti” di Ribera, mi occupavo di editing di testo, ovvero, scrivevo documenti al computer e lo facevo per 30 ore settimanali.

Ti è stato al momento dato un acconto o qualcosa dei 500 euro mensili che dovevi percepire dalla Regione?

No, niente, proprio zero; ad alcuni è stato dato qualcosa, ma mai la somma pattuita, ad alcuni è arrivato 200€, ad altri 400€, ma dei pagamenti mai arrivati non si ha alcuna traccia.

Durante questo periodo lavorativo hai esposto lamentela? a chi ? e cosa ti è stato detto?

Ho esposto lamentela all’ufficio collocamento di Ribera.

E mi è stato detto che loro mandavano le scansioni alla Regione e che mancava per la Regione stessa pagare, cosa che poi non è avvenuta perché la Regione continua a dire che ci sono i pagamenti bloccati e sono in attesa di sblocco, oppure, che i tirocinanti non vengono pagati perché c’è carenza di documentazione, ma questo non è vero, perché io stesso mandavo puntualmente le scansioni in modo corretto.

Hai mai provato a contattare direttamente la regione siciliana per avere chiarimenti?

Ho cercato di contattare la regione Siciliana con tutti i mezzi, anche tramite mail, ma loro non rispondono.

La redazione “Momenti” ti ha dato una mano a riguardo? ha scritto qualcosa per far

emergere dal punto di vista giornalistico la problematica o a mandare mail?

Certo, mi è stata data una mano a mandare un paio di e-mail intorno a ottobre/novembre, a cui è seguita una risposta dicendomi che le pratiche erano pronte al pagamento, ma di fatto non ho ancora visto niente. Dopodiché quando abbiamo capito che la cosa non andava abbiamo iniziato a mandarle continuamente.

Adesso hai finito di lavorare? il contratto ti è scaduto? cosa stai facendo adesso?

Il periodo doveva terminare il 15 ottobre 2020, ma visto il Covid me lo sono visto prolungare di altri

3 mesi, finendo il 15 gennaio 2021. Adesso sono ritornato a stare a casa, come sempre.

Hai sempre avuto rassicurazione che i soldi arrivassero, ci credi ancora o ti senti ancora preso in giro? Credi che alla fine questi soldi arriveranno?

Penso di no, con il tempo ho perso le speranze.

Di sicuro c’è che tutti i tirocinanti che hanno aderito a questo avviso 22 pretendono una risposta concreta e in tempi rapidi. Perché c’è chi lo ha fatto per 6 mesi, e chi lo ha fatto come me per 12 mesi.

Inutile chiederti allora come valuteresti questa tua esperienza.

Pensi però che in Sicilia così come in Italia i temi del Lavoro siano solo temi da campagna

elettorale?

Io penso di si, in campagna elettorale secondo me si fanno promesse che poi non vengono mantenute. Infatti in queste ultime elezioni amministrative non sono andato a votare perché ho perso la fiducia anche in chi amministra il paese.

Quanto pensi oggi che la politica si adoperi realmente per trasformare la società e garantire un futuro ai giovani, sereno, stabile e senza preoccupazioni?

La politica si adopera solo ed esclusivamente se si mette in atto il solito “Clientelismo”. Credo che funzioni solo così per poter lavorare. Inoltre sono del parere che i centri per l’impiego non funzionino come dovrebbero funzionare.

Che a sfruttare i lavoratori fossero i settori privati lo sapevamo, e succede, non per una questione morale, come erroneamente si pensa, o perché chi gestisce un’impresa privata sia una perso na cattiva: la morale non c’entra assolutamente nulla. Ciò accade invece perché nel Capitalismo la legge del profitto e della competitività schiaccia dall’alto i settori dell’economia meno competitivi spingendoli in crisi e, prima di implodere e fallire, emergono in queste contraddizioni poco piacevoli, che sono perciò causa stessa -non- di un sistema che funziona male per questioni legate alla sua errata amministrazione, ma di un sistema che per sua stessa natura è profondamente sbagliato, che è l’attuale modello di sviluppo Capitalista.

A sfruttare i lavoratori però in questo caso è la Regione stessa, che dovrebbe invece farsi garante dei diritti costituzionali, in primis quello del lavoro.

Tutto ciò dimostra come questo sistema Capitalista sia marcio f in dentro le sue istituzioni, che non sono altro che un comitato d’affari gestite dalla grande borghesia siciliana e dalla loro classe dirigente a danni del popolo siciliano.

Purtroppo, le sole e semplici elezioni non bastano per cambiare le cose, questo perché i lavoratori e le classi popolari proletarie o piccolo borghesi non possono mettere in campo le stesse risorse politiche ed economiche, utili a ribaltare questi rapporti di forza. Le classi più povere e schiacciate non controllano né i grandi mezzi di produzione, né la grande stampa, né le televisioni, per cui sono sprovviste degli strumenti per correre alla pari contro quei grandi gruppi di potere.

Non può esserci alcuna democrazia quando vige lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo.

Il Partito Comunista ha un obiettivo storico profondo all’interno della società stessa, che non è

elettorale. La questione oggi fondamentale è educare i giovani e i lavoratori culturalmente, politicizzarli, fargli acquisire quella coscienza di classe che hanno perso e che alcuni non hanno mai avuto, e spingerli, quando i rapporti di forza lo consentiranno, alla presa del “potere politico”, affinché siano “tutti” i lavoratori, figli delle classi popolari, ad amministrare la società. Che siano lavoratori Comunisti, della Lega, dei 5stelle o di altre formazioni politiche, dunque, poco importa ai fini di costruire il Socialismo.

I lavoratori devono iniziare a capire che fuori c’è un mondo che li sfrutta, e che per difendersi devono studiare, politicizzarsi, elevare la propria coscienza di classe e la propria cultura, affinché non siano culturalmente sottomessi al pensiero della borghesia dominante e dei loro partiti, ma formino in maniera indipendente un’organizzazione e una cultura propria.

Il Lavoro è sempre stato il tema centrale attorno a cui gira tutto il resto, ecco perché i lavoratori devono prendere coscienza e mobilitarsi dentro un organizzazione politica che abbia come obiettivo fondamentale il cambio di sistema e mobilitarsi anche in “vere” organizzazioni sindacali che li tutelino nell’immediato.

Come organizzazione politica dei lavoratori ci adopereremo per raccogliere lamentele e denunce da parte dei giovani e dei cittadini in generale che sentono sulla propria pelle il peso dello sfruttamento e dell’oppressione del Capitale, cioè di questo modello di società.

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