Indagine di tipo conoscitivo sulla sanità nelle isole minori siciliane.

Protesta a Lipari dopo l’ennesimo caso di malasanità

Il Partito Comunista – Federazione regionale della Sicilia dà il via ad un’indagine conoscitiva sullo stato della sanità in Sicilia a partire dalle isole minori siciliane.

Se i tagli imposti dall’UE alla sanità pubblica italiana e le privatizzazioni, che hanno caratterizzato gli ultimi decenni, hanno portato l’intero Paese ad un arretramento generale in tema di sanità pubblica; le periferie del Paese hanno subito maggiormente queste scelte scellerate. Nella crisi generale legata alla dichiarata pandemia da Covid-19, le carenze di tipo sanitario emergono con più evidenza e forza. La mancanza di posti letto, in generale, e di posti in terapia intensiva e la carenza di medici ed infermieri hanno portato al collasso il Servizio Sanitario Nazionale con gli operatori sanitari che si sono trovati improvvisamente catapultati in uno scenario di guerra e a decidere chi salvare e chi no. Le responsabilità di tutto questo disastro stanno alla base delle politiche portate avanti sino ad oggi dai governi di centrodestra e di centrosinistra. All’emergenza Covid-19 non si è risposto assumendo nuovo personale medico e paramedico, aumentando i posti letto dei reparti di malattie infettive o aprendo o costruendo nuovi presidi sanitari e rafforzando l’assistenza di prossimità; si è risposto semplicemente trasformando i posti letto di altri reparti in posti letto per malati Covid-19, come se le altre patologie fossero immediatamente sparite o avessimo avuto posti in eccesso in altri reparti. La conseguenza di tali scelte scellerate, votate ancora una volta al risparmio a scapito della collettività e a favore del grande capitale privato, è stata la sospensione o il rinvio per molte persone di assistenza, cure e diagnosi fondamentali. Sempre più gente in questo periodo d’emergenza ha vissuto sulla propria pelle la mancanza di cure e assistenza adeguate o di prevenzione ed ha potuto constatare un peggioramento del SSN che non riesce più a garantire a tutti il diritto alla salute.

Dall’altro lato la massiccia militarizzazione del territorio siciliano con la relativa installazione di radar, antenne e parabole di varia natura che generano elettrosmog e le numerose problematiche ambientali legate anche ad una gestione fallimentare dei servizi di base come la nettezza urbana, l’acqua, i depuratori di acque reflue, etc. aumentano i fattori che generano inquinamento e conseguentemente patologie legate all’inquinamento.

Crediamo che sia fondamentale eliminare prima di tutto questi fattori che portano ad ammalarci ed inserire la prevenzione, insieme ad un’adeguata assistenza sanitaria di prossimità, come fase primaria di ogni ragionamento sulla sanità.

Per i motivi sopraelencati, oltre alla richiesta ufficiale fatta agli organi competenti del SSN di tutti gli atti ed i documenti relativi alle somme annualmente e complessivamente spese per i presidi ospedalieri ed i servizi sanitari nelle isole minori siciliane, cominciamo la nostra indagine partendo appunto dalle isole minori in quanto territori emblematici della condizione di tutti noi siciliani auspicando la collaborazione di tutti gli abitanti delle isole affinché si possa arrivare ad un primo approfondimento dello stato attuale in cui versa l’assistenza sanitaria per elaborare delle proposte e avviare una serie di azioni per il miglioramento dei servizi sanitari.

Sotto potete scaricare una scheda che invitiamo a compilare e inviare ad una delle seguenti email:

siciliapartitocomunista@gmail.comcomunicazioni@partitocomunistasicilia.it

In contemporanea abbiamo inviato una PEC agli organi di competenza per una richiesta di accesso civico generalizzato (c.d. FOIA) che potete scaricare sotto.


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Per informazioni: siciliapartitocomunista@gmail.com oppure comunicazioni@partitocomunistasicilia.it

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