Il matrimonio mancato, l’anello ferroviario avrà come commissario straordinario Orlando?

Mentre i lavoratori TECNIS vivono nella più completa incertezza per il loro posto di lavoro e la vertenza sindacale sembra percorrere dei binari morti, il Sindaco Leoluca Orlando e l’assessore Giusto Catania oggi alzano la posta in palio dichiarandosi pronti a gestire i lavori di completamento dell’anello ferroviario, avvalendosi dell’articolo 4 del decreto sblocca-cantieri per accelerare i lavori bloccati.

La richiesta non è stata ancora inoltrata al MIT ma la lettera scritta a RFI, l’azienda appaltatrice, da Giusto Catania è un chiaro segnale della presa di posizione del comune di Palermo nell’infinta vicenda iniziata dal 2015, ma cosa si cela dietro questa proposta?

Attualmente i lavori in corso d’opera procedono molto lentamente con TECNIS sotto amministrazione straordinaria che attende solo di essere venduta (e chi se ne frega del futuro degli operai!) e RFI che sterilmente chiede il completamento dei lavori rispettando i termini del bando di appalto, evitando così di prendere le proprie responsabilità. I lavori si sarebbero dovuti concludere nel 2017 ma ad oggi siamo solo al 30% del completamento dei lavori, con cantieri ancora aperti in centro città, come via Amerigo Amari e Piazza Castelnuovo. In questa situazione il comune di Palermo, con l’ipotetico commissariamento straordinario, si farebbe carico dell’immane lavoro di completamento dell’opera pubblica di trasporto togliendo la gestione dei lavori a Tecnis e il controllo dell’opera a RFI, alla quale ha chiesto una relazione sui cantieri ancora aperti e il numero di operai impiegati nella giornata di lavoro.

Possono sembrare buone intenzioni, ma di fatto il Sindaco Orlando alza i toni per attirare l’attenzione della media-bassa borghesia palermitana che attualmente è molto scontenta della giunta PD e della gestione dei cantieri con la conseguenza chiusura delle strade. In più la totale gestione dei lavori significherà prendere carico dei costi e degli oneri che ne comporta per il completamento dei lavori.
Ma il 31 Marzo il consiglio di comunale, di fretta e furia, ha approvato il bilancio comunale nel triennio 2019/2021 dove sono previste spese correnti per 810 milioni e in conto capitale per 147 milioni, di cui 167 milioni sono destini a “Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente” e 136 milioni a “Trasporti e mobilità”. Se teniamo conto dei vincoli del pareggio di bilancio, il gioco è bello e fatto, non si capisce questi oneri come dovrebbero essere coperti.

I comunisti si rivolgono ai lavoratori della TECNIS, dell’edilizia e alla cittadinanza e fanno appello a non credere a soluzioni miracolose prima di capire fino in fondo cosa comportano. Perché nel caso in cui il comune si prenderà in carico la gestione dei lavori, chi sarà l’ente pubblico a far completare questi lavori? E verranno assicurati i posti di lavoro ai 300 operai della TECNIS attualmente a rischio di licenziamento? O forse il comune, come sta già sperimentando con la RAP, aprirà le porte alla gestione di importanti settori pubblici ai privati?

Dietro la demagogica azione di forza del sindaco Orlando per raccogliere i consensi di una parte della città colpita dal blocco dei lavori, in realtà si nasconde dietro l’angolo il precariato.

Questo vicolo cieco nel quale la città di Palermo è stata precipitata ha una doppia causa. La prima è la sconsiderata modalità di attribuzione degli appalti che garantiscono sempre i capitalisti e mai i lavoratori e i cittadini. La seconda è un sistema non solo italiano, ma anche europeo in cui tutto ormai è demandato al privato che è – ormai è sotto gli occhi di tutti – inefficiente, inefficace e non paga mai per tutto questo.

Pensiamo invece se i servizi e le opere pubbliche fossero gestite direttamente dallo stato o dai suoi enti, quanto risparmio si potrebbe avere senza il profitto privato, quanta celerità senza gli infiniti contenziosi, quanta certezza di un lavoro stabile e sicuro.

Chi non alza la voce contro questo sistema economico, contro le leggi finanziare imposte dall’Unione Europea, le leggi del bilancio, il fiscal compact o alle leggi che favoriscono il precariato e attaccano i diritti dei lavorati non può essere credibile.

Il Partito Comunista invita i lavoratori a esercitare il controllo operaio all’interno della gestione della cosa pubblica, a riprendere in alto la bandiera delle lotte operaie e dell’abbattimento dei vincoli impostaci dall’Unione Europea degli imperialisti. Solo la lotta paga.

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