PC Messina: adesione al presidio Casa e Lavoro dell’Unione Inquilini e Comitato Operai Disoccupati

10959874_939198782778823_725433935136348253_nLa sezione “P.Secchia” del Partito Comunista di Messina aderisce, sostiene e partecipa al presidio “per il diritto alla casa e al lavoro” davanti al Comune di Messina organizzato per il 10 ottobre da Unione Inquilini Messina e Comitato Operai Disoccupati in occasione della V giornata mondiale “Sfratti zero”, condividendo la piattaforma e gli intenti di unità di classe in continuazione con lo spirito della manifestazione dello scorso 19 dicembre che portò in piazza diverse centinaia di operai, disoccupati, senza casa, inquilini, famiglie popolari della nostra città, pezzi di un unico fronte di settori sociali che maggiormente subiscono il peso della crisi capitalista scaricato su di essi dalle politiche antioperaie e antipopolari del governo nazionale e regionale, dell’UE e dell’amministrazione comunale.

Il dato di circa 500 sfratti esecutivi per morosità manifesta solo parzialmente come la casa sia un bisogno fondamentale che si moltiplica quotidianamente nella nostra città, dove la situazione è fortemente critica interessando centinaia di nuclei familiari popolari in attesa per l’assegnazione di alloggi popolari, impossibilitati a pagare affitti e mutui che incidono altamente sul salario reale e mutui, mentre oltre 10.000 alloggi, immobili pubblici e privati sono chiusi, inabitati e in stato di abbandono da anni e dove si continua a speculare facendo lievitare il mercato immobiliare a scapito della soddisfazione di un bisogno reale come quello della casa. L’esistenza da un lato di un numero enorme di edifici sfitti e dall’altro di un gran numero di proletari senza casa, che vengono sfrattati e costretti a vivere per strada o in case non adeguate dall’altra, è una delle contraddizioni più evidenti del capitalismo, la cui crisi si fa sempre più acuta e colpisce i settori popolari negli aspetti fondamentali della vita quotidiana: il lavoro e, di conseguenza, la casa. Questo è ancora più evidente in una città come Messina che ha un tasso di disoccupazione del 32,1%, il più alto tra le città d’Italia e che va ben oltre il 50% per la disoccupazione giovanile. Sempre più nuclei familiari o singoli licenziati o da anni senza lavoro che sono senza reddito e lavoratori che ricevono bassi salari stanno ingrossando le fila di coloro che non hanno una casa o rischiano di essere sfrattati per morosità. Contemporaneamente vengono tagliati e privatizzati molti servizi fondamentali, dai trasporti alla sanità all’istruzione, che ne impediscono il più delle volte l’accesso alle classi popolari aggravandone ulteriormente le condizioni di vita, come per tutti quei servizi sociali che saranno ulteriormente fortemente colpiti dal piano di riequilibrio dell’amministrazione comunale e del renziano ass. Eller in compatibilità con gli antipopolari “vincoli di bilancio” e “patti di stabilità” dell’UE.

Il Partito Comunista di Messina è coerentemente dalla parte dei lavoratori, disoccupati e dei settori popolari oppressi della città ed al fianco di tutti quei comitati, associazioni e sindacati che lottano per la soddisfazione dei diritti e bisogni reali, come il diritto alla casa e al lavoro, rifiutando la passività, il clientelismo, la sottomissione e i ricatti. La casa è una questione sociale e un bisogno primario che deve esser garantito a tutti e non una merce su cui speculare in modo parassitario da parte di pochi, un bisogno e diritto necessario e vitale che questo sistema e le sue istituzioni non garantiscono servendo gli interessi di mercato, delle fondazioni bancarie e assicurative, delle gerarchie ecclesiastiche e dei grandi proprietari privati, trattando la questione solo come un problema di ordine pubblico a protezione della rendita immobiliare e dell’accumulazione capitalista. E’ emblematico infatti come da un lato assistiamo alle insufficienze, all’immobilismo e inadempienza degli enti preposti a risolvere l’”emergenza casa”, con qualche palliativo di facciata e nessun intervento strutturale, dove anzi arrivano solo provvedimenti che favoriscono sempre palazzinari, banche e speculatori mentre dall’altro sono cresciuti del 150% gli sfratti con l’uso della forza pubblica.

Rivendichiamo politiche di riqualificazione e rafforzamento dell’edilizia popolare pubblica, recupero di immobili e aree, sostegno a pratiche di autorecupero e autogestione che combattono il degrado, il disagio e l’esclusione sociale di fronte al vuoto da parte dell’amministrazione e Governo e che possono impiegare centinaia di operai edili oggi disoccupati; affitti commisurati al salario percepito; la requisizione e destinazione ad uso abitativo a canone sociale dei grandi patrimoni immobiliari sfitti pubblici e privati; il blocco degli sfratti per “morosità incolpevole” e del taglio delle utenze per contingente impossibilità di pagamento di cui deve assumersi l’onere lo Stato; no alla vendita all’asta delle case delle famiglie popolari; no alle politiche di liberalizzazione degli affitti e di privatizzazione del patrimonio pubblico; rifiutiamo l’art.5 del “Piano Casa” che è un attacco al diritto di esistere negando i diritti basilari e ne chiediamo la sua disapplicazione per quanto riguarda la residenza e gli allacci di luce, acqua e gas.

Dallo sfruttamento lavorativo, alla casa, ai servizi, i problemi dei settori popolari e della classe lavoratrice derivano sempre dal regime capitalistico che sottopone tutto alle sue leggi del mercato, del profitto, della rendita finanziaria e immobiliare, funzionali all’accumulazione capitalista nelle mani di un pugno di parassiti al cui servizio ci sono i loro partiti politici e istituzioni garanti del sistema di sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Per questo riteniamo che la lotta per la casa non è un fronte di lotta isolato né una mera rivendicazione assistenzialista. E’ parte di un unico fronte con le lotte per il lavoro, il salario e i diritti sociali e lavorativi, contro i tagli dei servizi, della sanità, trasporti, la scuola, contro la controriforma costituzionale e tutte le misure antipopolari che colpiscono sempre più le famiglie proletarie e popolari. Per questo il 10 ottobre saremo con l’Unione Inquilini Messina e il Comitato Operai Disoccupati e chiamiamo ad estendere e rafforzare la solidarietà e cooperazione di classe per costruire e forgiare un’alleanza sociale basata sui bisogni reali delle masse popolari, costruendo il contrattacco per un cambiamento reale delle cose in città attraverso la lotta organizzata della classe lavoratrice e dei settori popolari fuori dal recinto della gestione-compatibilità con il sistema e i suoi vincoli.

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