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Il sindaco Orlando non ha alcuna credibilità. Diciamo no al dl sicurezza ma nessun sostegno all’amministrazione comunale.

Lo scontro in atto in questi giorni tra il Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando e il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, ha egemonizzato il dibattito politico nuovamente sul tema immigrazione polarizzando l’opinione pubblica a soli fini elettoralistici, dietro false argomentazioni che nascondono le cause e le problematiche reali del fenomeno.

Riteniamo politicamente legittimo che un sindaco utilizzi il proprio mandato per opporsi a leggi ingiuste, ma affermiamo al contempo che il sindaco Orlando non ha alcuna credibilità. Si tratta di una amministrazione comunale screditata agli occhi delle classi popolari cittadine, che non risponde ai suoi interessi, completamente inserita nelle logiche di gestione capitalistica, dei patti di stabilità e vincoli di bilancio europei, che tagliano servizi e diritti. È la stessa amministrazione degli sgomberi e sfratti, delle scuole che cadono a pezzi e dei quartieri abbandonati e pieni di rifiuti, complice nell’attuare le politiche antipopolari e repressive che in questi anni hanno colpito tante famiglie popolari nella nostra città, complice del decreto Lupi che ha privato di residenza tante famiglie e di quello Minniti precursore di Salvini.

Tutto questo pone non pochi interrogativi circa la sincerità di questo “scontro”, e rende necessario anche una approfondita discussione sulle pessime politiche dell’accoglienza e l’integrazione seguite da tutti i governi nazionali e locali negli ultimi 25 anni. Noi ci opponiamo al Decreto Sicurezza e Immigrazione nella sua interezza contenendo misure classiste, antipopolari e repressive che colpiscono le lotte per il lavoro, per il diritto alla casa, per i diritti sociali dei lavoratori e si accaniscono sui settori più deboli e vulnerabili della società. Esso deve esser combattuto, ma quale credibilità, prospettiva e significato può avere agli occhi delle classi popolari questa “battaglia” alla coda di Orlando e di quei partiti (dal PD a Forza Italia di Miccichè) responsabili delle politiche antipopolari di questi anni? Il Dl Salvini è parte integrante di queste politiche e la lotta contro di esso può esser efficace solamente se inserita in un piano, indipendente, di rottura e di reale conflitto sociale a partire dai lavoratori e da tutti quelli realmente colpiti da una legge nefasta che rischia di far esplodere una pericolosa bomba sociale.(http://www.lariscossa.com/2018/11/29/decreto-sicurezza-legge-sicuro-ce-solo-la-repressione/ ).

La decisione del sindaco Orlando di sospendere l’applicazione del Decreto Sicurezza a Palermo, attuando così “una disobbedienza civile”, cozza ad esempio con la poca considerazione da esso avuta per anni nei confronti di quegli stessi lavoratori sociali, nel caso specifico tutti coloro che lavorano nell’accoglienza e con gli stranieri, da sempre costretti a subire gravi mancanze, in particolar modo per quanto riguarda i loro stipendi. Ritardi di 6/8 mesi, o di anni in alcuni casi, non possono essere giustificati in alcun modo per quegli stessi lavoratori, tra cui diversi stranieri extracomunitari, che tra mille sacrifici si sono sempre impegnati con serietà e professionalità a garantire servizi vitali per la comunità tutta. Cooperative ridotte all’osso, impossibilitate a continuare la propria attività, hanno più volte lanciato richieste d’aiuto chiedendo lo sblocco dei fondi destinati al sociale, pochissime le volte in cui queste sono state ascoltate da quelle stesse istituzioni che frattanto si prodigavano in una retorica pro migrazione senza fine. Tutto ciò non nasce con il Decreto Salvini, ma da molto prima; viene dunque da chiedersi, “a che gioco stiamo giocando?”

Il Decreto Sicurezza toglierà lavoro a più di 18mila persone tra italiani e stranieri impiegati nel sociale, mentre il Ministro dell’Interno, offendendo una intera categoria, festeggia dicendo “è finita la pacchia”. La recente notizia secondo cui una parte dei Fondi nazionali è stata sbloccata, cambia poco la situazione generale degli operatori che torneranno a vivere quelle mancanze.

Il Partito Comunista di Palermo considera, in conclusione, che quella di Orlando sia una mossa puramente opportunista e strumentale, figlia di un maldestro tentativo da parte del sindaco di riappropriarsi di un’immagine ormai in decadenza nel suo elettorato di riferimento. La risposta sicuramente non può arrivare dalla pseudo sinistra presente oggi nelle istituzioni, la quale ha ormai perso ogni contatto con la classe lavoratrice, dimenticandosi dei diritti sociali. Ci rivolgiamo invece ai tanti operatori sociali, disoccupati e non, lavoratori di differenti realtà sociali, abbandonati da tempo a loro stessi, chiamandoli ad una vera unità, ad organizzarsi e mobilitarsi per la difesa dei propri diritti così come a tutti i lavoratori, italiani e stranieri, vere vittime di un sistema profondamente marcio.

Palermo, 05/01/2019

Partito Comunista fed. di Palermo

Palermo, PC: «No alla svendita delle aziende municipali»

La giunta Orlando-Marino, in linea con il PD, prosegue la sua politica reazionaria a favore degli speculatori. L’operazione centro storico, prendendo esempio dai suoi “colleghi” sindaci di Firenze e Bologna, Nardella e Merola, ha l’obiettivo di cacciare i ceti popolari che vi risiedono e svendere ad hotel, Bed&Breakfast e collezionisti d’arte gli edifici storici (vedi piazza Garraffello). Al movimento di lotta per la casa si risponde con sgomberi e assistenzialismo di facciata. Come se non bastasse, di fronte a una città con il 41% di disoccupazione giovanile, il sindaco Orlando, con l’appoggio anche di Rifondazione Comunista, sta portando avanti la svendita della municipalizzata dei trasporti (AMAT) dopo aver tagliato linee periferiche e approvato un contratto di servizio che non prevedeva i costi delle attuali linee tranviarie.

La privatizzazione di AMAT significherebbe il peggioramento delle condizioni di lavoro e salariali degli autoferrotranvieri, rincari tariffari che graveranno ulteriormente sulle classi popolari e peggioramento del servizio. La responsabilità della grave situazione di indebitamento in cui versa l’AMAT non è certo dei lavoratori ma di una gestione fallimentare, giochi di potere e delle politiche antipopolari portate avanti dall’attuale amministrazione comunale nel recinto del patto di stabilità e dei vincoli di bilancio dei governi nazionali e l’UE che favoriscono privatizzazioni e esternalizzazioni.

Il Partito Comunista di Palermo si oppone fermamente alla svendita del patrimonio pubblico e agli sgomberi così come alla privatizzazione di AMAT e chiede l’internazionalizzazione dei servizi pubblici locali. E’ necessaria la mobilitazione di lavoratori, studenti, disoccupati per fermare queste politiche e costruire l’alternativa in rottura con la giunta Orlando-Marino e il sistema che rappresenta.