“Prima le multinazionali”

Nei mesi scorsi la Prefettura di #Siracusa ha emesso un’ordinanza in cui vengono vietate azioni di sciopero e blocchi stradali agli accessi del polo petrolchimico Siracusa/Priolo, con al suo interno raffinerie e impianti chimici di proprietà della multinazionale russa #Lukoil, della francese Air Liquid, dell’italiana ENI, dell’algerina Sonatrach ecc. (Isab, Sonatrach, Sasol e Versalis). Un’ordinanza al servizio del padronato che cancella il diritto di sciopero, prendendo le mosse dall’antioperaio Decreto Sicurezza di #Salvini ma che trova – si apprende oggi – una richiesta di intervento diretto da parte del governo borghese russo tramite una lettera inviata dall’ambasciatore russo in Italia, Sergey Razov.

Le motivazioni addotte nella lettera sono che le proteste operaie contro le dure condizioni di lavoro e licenziamenti nel polo petrolchimico siracusano – in particolare dei lavoratori indiretti in appalto – hanno comportato gravi perdite economiche al gruppo petrolifero russo “pari ad alcuni milioni di euro, nonché alla reputazione del gruppo Lukoil”. Inoltre il governo capitalista russo fa notare come sia impegnato a garantire gli interessi e profitti delle imprese italiane che operano in Russia aspettandosi lo stesso trattamento per “il principale investitore russo in Italia”.

Una lettera che dimostra in modo chiaro come i governi della borghesia imperialista dei vari paesi sono uniti quando si tratta di promuovere e salvaguardare questi interessi interdipendenti e schiacciare con maggiore forza la classe lavoratrice, mentre allo stesso tempo competono – fino alla guerra – per spartirsi le quote di mercato e le zone d’influenza.

“Prima i capitalisti” è il reale motto del ministro degli Interni Salvini e del governo M5S-Lega che, come i precedenti a guida PD, agisce per nome e per conto degli interessi e profitti dei monopoli capitalistici multinazionali che si basano sullo sfruttamento dei lavoratori e delle risorse della nostra terra. Il futuro disegnato dal capitalismo per la Sicilia è quello di esser da un lato una piattaforma strategica di guerra con decine di basi e installazioni militari USA/NATO e dell’altro un hub per il trasporto e sfruttamento delle risorse energetiche da parte dei grandi monopoli petroliferi senza un minimo di ritorno al territorio se paragonato agli enormi profitti che intascano i capitalisti.

I lavoratori non hanno nulla in comune con i padroni e i loro governi che in ogni modo cercano di collocarli sotto le loro bandiere. Smascheriamo gli inganni di questo governo senza seguire la falsa opposizione del PD che strumentalizza per propri fini altrettanto antipopolari, “dimenticandosi” della politica antioperaia condotta in questi anni al servizio dei profitti del padronato. Alziamo la bandiera degli interessi propri della classe lavoratrice unita nella lotta per una vita senza sfruttamento e guerra, senza padroni che rubano la ricchezza che produciamo.

Contro l’asservimento ai monopoli e multinazionali, per il potere ai lavoratori e il socialismo.

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