CASO BLUTEC TERMINI IMERESE: GOVERNI E FCA SONO I RESPONSABILI, LA FABBRICA AGLI OPERAI!

Si è chiuso ancora una volta con un nulla di fatto l’ennesimo tavolo tecnico al MISE sull’ex Fiat di Termini Imerese. FCA continua il suo disimpegno e il governo a far promesse per assopire la protesta e la giusta rivendicazione dei lavoratori, quella di tornare a lavorare. Il caso giudiziario che coinvolge la dirigenza della Blutec è solo la punta dell’iceberg che ha colpito gli ex operai FCA, licenziati dal paladino della borghesia, il fu Marchionne, ancora in attesa di riprendere il lavoro dopo 8 lunghi anni.

Dal 2011 con il quinto governo Berlusconi, poi con Monti, Renzi e Gentiloni, lo stato borghese supporta le linee economiche del gruppo FCA, privatizzare i profitti e socializzare le perdite, causando il licenziamento e la cassintegrazione di oltre 700 operai, con la promessa di farli tornare a lavorare grazie all’ingresso di un terzo attore in campo, la Blutec (legata a FCA), che, con la compiacenza di regione e ministero del lavoro, si è intascata i finanziamenti pubblici senza avviare la re-industrializzazione.

Come Partito Comunista, denunciamo la responsabilità dei governi nazionali e regionali e della FCA, ma anche delle dirigenze sindacali di FIOM, FIM CISL e UIL che hanno immobilizzato la giusta lotta degli operai in collaborazione con Sicindustria, paventando ipotetiche e abbastanza irrealistiche possibilità d’acquisto dello stabilimento di Termini Imerese da parte di multinazionali come Honda o Toyota.

Siamo davanti all’ennesima dimostrazione di cosa comporti far dipendere il futuro dei lavoratori da scelte che sono tutte in mano alla borghesia che ovviamente perpetuerà le politiche neo liberiste e anti-operaie. Di fronte a questa realtà l’unica prospettiva possibile per fare tornare al lavoro gli ex-operai FCA è che la fabbrica di Termini Imerese venga espropriata senza indennizzo ai padroni e data in gestione ai lavoratori, coloro che realmente producono la ricchezza, attraverso la costituzione di un’azienda speciale (di diritto pubblico) della Regione Siciliana, che può ricevere i finanziamenti pubblici a beneficio esclusivo della collettività, – contrariamente alle società per azioni che anche se di proprietà interamente pubblica, sono a scopo di lucro e soggette al diritto privato.

Il controllo esercitato dai lavoratori inoltre è la garanzia migliore per evitare i disastri e le malversazioni che hanno caratterizzato la stagione “statalista” del capitalismo italiano: profitti privati e perdite pubbliche, enti trasformati in carrozzoni elettorali.

Una soluzione di questo genere è fattibile, ma ha un “difetto” gravissimo: fa gli interessi dei lavoratori e della collettività e non dei padroni.

L’operaio può benissimo produrre senza il padrone, il padrone senza l’operaio non può produrre nulla.

Il Partito Comunista invita gli ex-operai FCA di Termini Imerese ad esser protagonisti della lotta per rivendicare il diritto al lavoro, al controllo operaio della fabbrica e dei mezzi di produzione.

Solo la lotta paga.

Partito Comunista – Palermo

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