Respingiamo il piano di privatizzazione degli aereoporti siciliani a partire da quello di Catania

La giunta regionale di centrodestra guidata da Musumeci nella recente finanziaria regionale ha aperto la strada alla privatizzazione degli aeroporti siciliani attraverso una norma che spinge alla cessione da parte delle società pubbliche delle loro azioni. Tra questi, l’aeroporto di Catania, tra i principali scali nazionali per numero di passeggeri (circa 10mln nel 2018), si avvia deciso alla privatizzazione a seguito della decisione assunta dalla proprietà “pubblica” che lo gestisce, ovvero la SAC Catania spa, le cui quote di maggioranza sono detenute dalla Camera di Commercio del Sud-Est (Catania, Siracusa, Ragusa) e in minoranza anche dal Comune di Catania in dissesto.

Il processo di privatizzazione prevede inizialmente la messa sul mercato del 70% delle quote di quella che rappresenta una delle società di gestione aeroportuale più importanti d’Italia per un valore di circa 1mld €. Come Partito Comunista esprimiamo la nostra ferma opposizione alla privatizzazione che porterà l’aeroporto di Catania in mano di grandi compagnie private nazionali e internazionali, i cui interessi non possono corrispondere a quelli dell’intera collettività, dei lavoratori e lavoratrici e lo sviluppo del territorio, indirizzandosi esclusivamente alla massimizzazione dei propri profitti. Si amplificheranno le politiche di esternalizzazione, compressione dei servizi all’utenza e dei diritti dei lavoratori e lavoratrici, peggioramento delle loro condizioni di lavoro e salariali, mettendo inoltre a rischio centinaia di posti di lavoro. Un indirizzo già tracciato attraverso le SpA che, anche se a capitale pubblico, dimostrano ancora una volta esser veicolo di una gestione privatistica apripista sempre più delle privatizzazioni vere e proprie.

Il governo regionale, così come tutti i sostenitori delle privatizzazioni, dall’UE a Confindustria, con i loro partiti di centrodestra e centrosinistra, proseguono sulla strategia capitalistica della svendita di settori e industrie strategiche e altamente redditizie al fine di incrementare i margini di profitto dei monopoli privati. L’aeroporto di Catania corrisponde perfettamente a questo obiettivo generando utili milionari da anni con ampi margini di crescita nel futuro.

In una regione già soffocata da arretramento infrastrutturale, con trasporti fatiscenti, dalle strade alle ferrovie, con una continuità territoriale sempre più penalizzata, cedere gli aeroporti nelle mani della speculazione privata non farà altro che aggravare questa condizione come già dimostrano le varie esperienze di privatizzazione nel settore dei trasporti.

Respingiamo fermamente questi piani di privatizzazione degli aeroporti siciliani, a partire da quello di Catania, e allertiamo i lavoratori e le lavoratrici, la cittadinanza, sui pericoli che questo comporterà per il futuro della nostra regione. Gli aeroporti sono strategici e appartengono al popolo siciliano, necessitano pertanto di un forte piano di investimenti pubblici e pianificazione sotto il controllo popolare per servire lo sviluppo del nostro territorio.

Chiamiamo i lavoratori e le lavoratrici dell’aeroporto di Catania a non delegare alle burocrazie sindacali (CGIL, CISL, UIL) che hanno già vergognosamente aperto alla privatizzazione, e a mobilitarsi con il loro protagonismo, unendosi alle lotte che tanti altri lavoratori del settore stanno già sviluppando per bloccare e invertire i processi di privatizzazione degli aeroporti a livello nazionale.

Segreteria regionale Partito Comunista – Sicilia

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