Interventi contro il summit imperialista sulla Libia di Palermo

Svolto con successo l’incontro antimperialista e internazionalista di domenica 11 novembre alla Casa del Popolo “Casamatta” di Palermo in opposizione al summit imperialista sulla Libia organizzato dal governo italiano, nei giorni del 12 e 13 novembre, con la presenza di delegazioni di diversi paesi e centri imperialisti direttamente coinvolti nel saccheggio e distruzione della Libia dalla guerra NATO del 2011, (condotta principalmente da Francia, GB, USA, con almeno 15 paesi NATO coinvolti) con i bombardamenti che partirono dalle basi in Sicilia concesse dall’Italia.

In nome dei grandi gruppi industriali italiani (Eni e Finmeccanica su tutti), il governo italiano si è mosso nell’obiettivo di delineare i piani di spartizione del bottino libico, dalle aree estrattive petrolifere, al gas alle commesse per la ricostruzione del paese, dove si scontrano gli interessi strategici dei monopoli e gruppi capitalistici (italiani, francesi, statunitensi, inglesi, tedeschi, spagnoli, russi, ecc. e forze regionali e locali) che rivendicano la loro fetta di torta con i loro stati nel quadro della competizione interimperialista per ridefinire le zone d’influenza per il saccheggio di risorse e materie prime, vie di comunicazione, quote di mercato, equilibri geopolitici su scala regionale e globale.

In contrapposizione ai piani e obiettivi degli imperialisti, con gli interventi di compagni del Partito Comunista di Grecia (KKE), del Fronte di Liberazione del Popolo dello Sri Lanka (JVP) e del compagno Alberto Lombardo dell’Ufficio Politico del Partito Comunista, insieme a diversi altri contributi, abbiamo tracciato un percorso alternativo con un proficuo scambio di informazioni, esperienze e analisi per sviluppare e rafforzare la comune lotta contro le guerre imperialiste, le basi militari, le unioni imperialiste come UE e NATO, con cui i capitalisti, in continuità con le politiche antipopolari, repressive e di sfruttamento imposte ai lavoratori e classi popolari nei propri paesi, conducono il saccheggio e la ripartizione del mondo sulla base degli interessi e profitti dei monopoli.

Particolare attenzione è stata posta sulla posizione geostrategica che accomuna la Sicilia e la Grecia nel Mediterraneo, trasformati in trampolino di lancio per le guerre imperialiste con decine di basi e installazioni militari degli USA e della NATO, e sulla necessità della preparazione tempestiva sul tema dell’opposizione alla guerra da portare in maniera coerente all’interno del movimento operaio affinché non sia ancora una volta trasformato in carne da macello per gli interessi delle rispettive borghesie.

La Sicilia non può diventare una base per la guerra e il saccheggio sulle spalle, sudore e sangue dei popoli e dei lavoratori che solo lottando insieme, rovesciando il sistema capitalistico e le proprie borghesie, possono liberarsi dalle catene dell’oppressione e sfruttamento.

Di seguito gli interventi [Audio]:

Introduzione a cura di Salvatore Vicario, resp. org. fed. Sicilia del Partito Comunista

Intervento di Petros Kipouropoulos del Partito Comunista di Grecia (KKE)

Intervento di Chaminda del Fronte di Liberazione del Popolo dello Sri Lanka (JVP)

Intervento di Alberto Lombardo dell’Ufficio Politico del Partito Comunista

Saluto di Giorgio La Spina, segr. Fronte della Gioventù Comunista (FGC) di Palermo

[Leggi qui dichiarazione congiunta FGC-KJO]

Intervento di Renato Franzitta del sindacato COBAS Palermo

Intervento di Elio Teresi del coll. Radio Aut

Conclusione dibattito con Petros Kipouropoulos del Partito Comunista di Grecia (KKE)

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