17 Gennaio 1951 – 2017: Oggi come ieri, contro la NATO, per la pace e l’internazionalismo proletario

Il 17 gennaio di 66 anni fa, ad Adrano (CT) in via De Giovanni, veniva ucciso dai fascisti con la protezione della polizia italiana e le istituzioni borghesi, il bracciante agricolo comunista Girolamo Rosano (19 anni) mentre partecipava attivamente alla grande mobilitazione contro la guerra, la NATO e l’imperialismo americano che pochi mesi prima si lanciò nella barbara guerra contro la Corea popolare.

Il contesto:

Grandi mobilitazioni e scioperi impegnarono le masse lavoratrici e popolari italiane contro la pre-chiamata per andare in guerra e l’arrivo in Italia del generale americano Eisenhower, rifiutandosi così di esser nuovamente carne da cannone per gli interessi reazionari della borghesia unita nell’alleanza atlantica che proprio in quegli anni si andava a consolidare. “L’Italia non vuole la guerra! Grida il popolo allo straniero Eisenhower. I cittadini difendono il diritto di essere padroni del proprio destino” così titolava il 16 Gennaio 1951 il giornale comunista l’Unità. Le scritte “Eisenhower torna a casa” “Eisenhower vattene!” campeggiavano sui muri delle grandi città. Era il periodo delle grandi mobilitazioni di massa per il lavoro, il pane e la pace, contro la borghesia italiana che in piena continuità con il precedente regime fascista impose il nuovo regime della DC portatore di sacrifici, repressione, sfruttamento e miseria per le masse popolari.

La reazione alle mobilitazioni di massa della classe operaia e dei settori popolari italiani, da parte del governo italiano a guida DC, con De Gasperi presidente e Scelba ministro dell’Interno, fu spietata: repressione di massa, provocazioni di ogni genere, arresti e spari sulle folle in protesta. Come nel resto d’Italia, anche ad Adrano (così come in molti altri paesi del catanese) si svolsero variegate mobilitazioni popolari costantemente represse a colpi di manganello, lancio di bombe di gas lacrimogeno e spari assassini da parte della polizia italiana democristiana di Scelba.

17 Gennaio la “giornata tragica ed eroica”:

Dalla fine di Dicembre del ’50 e l’inizio del Gennaio ’51, migliaia di “cartoline rosa” di pre-chiamata per la guerra furono recapitati agli adraniti che dai quartieri popolari spontaneamente diedero inizio alla mobilitazione. Già dall’11 Gennaio tra Adrano e Biancavilla decine di migliaia di persone scesero per le strade fino ad arrivare al 17 Gennaio in quella che viene ricordata come la “giornata tragica ed eroica”. Già dal primo pomeriggio, nel primo piccolo raduno di fronte alla Camera del Lavoro, la polizia caricò disperdendo i manifestanti e militarizzando le strade di Adrano. La provocazione poliziesca non ebbe altro risultato che radicalizzare ulteriormente lo spirito delle masse adranite che formarono diversi cortei di massa, tra cui quello guidato dai comunisti. La polizia spara, inizia la battaglia, i cortei vengono spezzati ma la massa non arretra e reagisce, alcuni poliziotti vengono disarmati. I comunisti sono in prima linea, organizzando e difendendo l’avanzata del corteo. La polizia è costretta ad indietreggiare di fronte alla fitta sassaiola. Numerosi sono i feriti colpiti dalle pallottole sparati dalla polizia e da alcuni fascisti che continuano a piovere da ogni dove, uno di questi colpì ed uccise il giovane compagno Girolamo Rosano mentre aiutava un gruppo di donne.

Come per tutti i compagni morti all’epoca nessuno ha mai pagato. Contro Girolamo Rosano, inoltre, avvenne anche lo squallido tentativo di falsificazione e speculazione da parte della CISL che qualificò la sua morte come frutto “dell’odio dei comunisti”, offrendosi di pagare ed organizzare i suoi funerali. La famiglia rifiutò, rivendicando che Girolamo Rosano era un militante comunista ucciso dal governo democristiano italiano e dai guerrafondai imperialisti. Il Partito Comunista, sezione “G.Rosano” di Adrano, mantiene alta la sua bandiera, difendendone la memoria e la verità storica, rinnovandola nella lotta quotidiana ed attuale contro la guerra imperialista, la NATO, l’Unione Europea, la borghesia italiana e ogni associazione interstatale capitalista-imperialista, per la pace e l’internazionalismo proletario, per il socialismo.

L’attualità della lotta del compagno Girolamo Rosano:

Il percorso di ricostruzione del Partito Comunista in Italia, si lega alle grandi e migliori tradizioni di lotta e militanza della classe operaia e delle masse popolari italiane con in prima linea i comunisti. Per questo ricordare l’assassinio di Girolamo Rosano per noi non è un operazione di semplice e formale commemorazione, dietro il velo dell’ipocrisia e della mistificazione borghese, ma vuol dire dare dignità a quelle lotte attualizzandole nella realtà odierne, in un filo rosso che nessuno potrà mai spezzare.

Oggi, il mondo capitalistico, è attraversato da una delle più profonde ed acute crisi di sovrapproduzione e sovraccumulazione, che inasprisce lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo gettando nella miseria e sofferenza, milioni di proletari e semi-proletari costretti alla disoccupazione, alla precarietà, alle privazioni e rinunce, e allo stesso tempo acutizza i conflitti e le dispute tra le grandi potenze e blocchi imperialisti in competizione per la conquista dei mercati, il saccheggio delle materie prime, risorse naturali ed energetiche, le rotte di trasporto, manodopera a basso costo da sfruttare ecc. Queste sono le uniche ragioni di fondo per cui scoppiano le guerre, scatenate in particolare dall’imperialismo americano, europeo e la NATO nella competizione inter-imperialista, le cui vittime sono sempre il proletariato e i popoli. Mentre si diffonde sempre più un clima di guerra, paura, razzismo, xenofobia per preparare il terreno alla possibile conflagrazione su ampia scala e la repressione nei nostri paesi, è necessario ribadire la fondamentale lotta contro le guerre imperialiste alla cui origine ci stanno solo ed esclusivamente gli interessi dei grandi monopoli capitalistici, bancari, della finanza e dell’industria, non certo quelli dei popoli, della sicurezza e libertà. Grandi quantità di risorse vengono sottratte ai lavoratori, contadini e braccianti, disoccupati, alle masse popolari per esser destinate alla corsa agli armamenti che arricchiscono pochi e affamano ed uccidono molti.

In particolare nella nostra terra, la Sicilia, assistiamo ad una militarizzazione che l’ha trasformata in una piattaforma di guerra, con le basi militari della NATO e degli americani e il sistema di guerra del MUOS. Gli interessi economici, geopolitici e strategici, politici e militari che stanno alla base delle guerre sono diametralmente opposti a quelli delle masse lavoratrici e popolari. In questo sta l’attualità della lotta delle migliaia di compagni e compagne che in quei giorni di 66 anni fa diedero battaglia politica per le strade di Adrano e di altri paesi del catanese (come nel resto d’Italia); noi comunisti siamo consapevoli che la barbarie dei nostri tempi, come ieri, è frutto dell’attuale sistema economico, sociale e politico e che solo il rovesciamento del potere dei capitalisti, la rottura delle alleanze imperialiste, come l’UE e la NATO, possono salvare l’umanità e spianare un futuro di progresso e benessere sociale con il socialismo.

Per questo lottiamo, per questo stiamo ricostruendo il Partito Comunista anche ad Adrano.

Nel nome del giovane bracciante comunista Girolamo Rosano, proseguiamo la lotta dicendo:

Fuori l’Italia dall’UE e dalla NATO; Fuori la NATO dall’Italia.

Né guerra tra i popoli; né pace tra le classi.

Per il Potere Operaio – Popolare e il Socialismo.

Partito Comunista, sez. “G.Rosano”

Adrano (Ct), 17/01/2017

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