Sanità: No al criminale e antipopolare piano Gucciardi-Lorenzin

Il progetto di riassetto della rete ospedaliera siciliana predisposto dall’Assessorato regionale alla Salute, Gucciardi (PD), in applicazione della riforma introdotta con il decreto Balduzzi (Scelta Civica) e delle direttive del ministero guidato dalla Lorenzin (NCD) è criminale e antipopolare. Prosegue nella stessa linea politica antipopolare dell’UE, dei vari governi nazionali e regionali che da anni – soprattutto nella nostra regione – cancella di fatto il diritto universale di accesso alle cure come formalmente previsto dalla Costituzione italiana. Tagli, accorpamenti, soppressioni, declassamenti, chiusure di pronti soccorso, reparti e ospedali con l’unico criterio del rispetto dei “vincoli di bilancio” e del “patto di stabilità” senza tener conto delle esigenze del popolo e delle particolarità del nostro territorio vasto e provato da viabilità stradale e ferroviaria in condizioni drammatiche.

Pur non conoscendosi ancora i dettagli di questo Piano annunciato dall’assessore regionale della giunta Crocetta, praticamente tutto il territorio regionale sarà colpito dalla scure dei tagli orizzontali e irrazionali, tra questi si segnalano: la chiusura di 5 reparti dell’Ospedale Giglio di Cefalù (Pa), tagli di oltre 110 posti letto al Policlinico di Palermo col dimezzamento di Terapia Intensiva e Rianimazione  e altri tagli all’”Ingrassia” di Palermo, al Civico di Partinico (Pa) e all’osp. di Termini Imerese (Pa); a Messina e provincia la chiusura dei pronto soccorso di Mistretta e Barcellona P.G., la chiusura di 4 reparti dell’Ircss-Piemonte di Messina, tagli al Papardo di Messina e declassamento del centro d’eccellenza oncologica di Taormina in ospedale di base; al Garibaldi di Catania vengono soppresse importanti divisioni d’eccellenza (Chirurgia pediatrica, Oncologia medica, Radiologia, Cardiologia pediatrica, medicina) e il ridimensionamento di Rianimazione pediatrica (l’unica in Sicilia orientale) e il Pronto soccorso, e sempre nelle città etnea oltre 200 posti letto saranno tagliati al Policlinico “V.Emanuele”, così come ulteriori tagli sono previsti negli ospedali della provincia, come Bronte e Acireale, la chiusura del pronto soccorso di Giarre ecc.

L’applicazione della riforma Lorenzin (NCD) così disegnata dall’ass. Gucciardi (PD) per la rimodulazione dei reparti e dei posti letto della rete ospedaliera regionale depotenzia ulteriormente il servizio sanitario pubblico regionale già caratterizzato da strutture fatiscenti e vecchie, soprattutto in provincia e zone periferiche, così come le strumentazioni per la diagnostica e le apparecchiature che non rispondono adeguatamente ai bisogni reali della popolazione con una prevenzione pressoché inesistente schiacciata tra ticket troppo elevati, spostamenti verso ospedali troppo distanti a causa degli accorpamenti e prenotazioni con tempi d’attesa biblici che costringono spesso a ricorrere alle strutture private (per chi può permetterselo), rendendo inaccessibile a molti la diagnosi precoce e l’accesso alle cure farmacologiche adeguate. I Pronto Soccorso sono gremiti di persone bisognose di cure che non riescono ad avere un posto letto adeguato e a volte la situazione rimane tale per giorni. A questo si aggiungono anche le condizioni sempre peggiori degli operatori sanitari (sempre più precari), il cui blocco del turnover li obbliga a turni e condizioni di lavoro massacranti che si somma al taglio della loro retribuzione reale.

La gravità del progetto di Gucciardi è tale che si sono susseguite in questi giorni smentite di facciata e ripensamenti da parte dell’assessore stesso e di Crocetta con il classico strumentale scaricabarile tra i vari partiti che a livello regionale e nazionale sono tutti coinvolti in questa linea politica antipopolare di taglio dei diritti e dei servizi pubblici, che stanno smantellando la sanità pubblica a vantaggio del privato nel quadro di distruzione dello stato sociale voluto dall’UE, dalla BCE e FMI. Sono di fatto anche gli stessi partiti che hanno costruito quella mala sanità siciliana fatta anche di clientelismo e affarismo che usano adesso per imporre tali criminali tagli e che poi a livello locale si ergono a paladini in difesa degli ospedali in contrasto con i piani che i loro stessi partiti e governi impongono. E’ vergognoso il gioco politico che stanno facendo vari deputati regionali e nazionali del Partito Democratico e del Nuovo Centro Destra, che governano insieme a Roma e Palermo, scaricandosi a vicenda le responsabilità.

Ricordiamo che nell’ultima Legge di Stabilità del governo Renzi-UE, del PD e NCD, sono stati ulteriormente tagliati circa 200 mln alla Sicilia dettando la chiusura di ospedali e accorpamenti, in una situazione in cui il numero di posti letto disponibili è già sotto la media nazionale – perdendone oltre il 20% dal 2000 ad oggi – aggravando ciò con la perdita del triplo dei posti letto rispetto alla sanità privata con questo piano che elimina 150 reparti. E già si parla di un taglio di 2 mld nel prossimo piano sanità del governo nazionale che colpirebbe ulteriormente la nostra regione con ulteriori riduzioni/privatizzazione dei servizi e aumento dei ticket.

La salute diventa così un diritto solo se compatibile con i vincoli di bilancio e i profitti dei privati, sempre più un privilegio d’élite, un lusso per pochi. In tutto questo crescono enormemente i guadagni dei manager e i profitti degli imprenditori del settore, delle cliniche private, assicurazioni private, delle case farmaceutiche, facendo della sanità una fonte di profitto per un pugno di parassiti e affaristi. La responsabilità è di tutti i governi e amministratori regionali e locali, di tutti i partiti politici, asserviti a questo sistema e all’UE.

Le fed. Sicilia del Partito Comunista e del Fronte della Gioventù Comunista ritengono che la sanità pubblica siciliana non ha bisogno di tagli ma del potenziamento di strutture e personale, di un’organizzazione sanitaria con maggiore diffusione sul territorio e  basata sulla prevenzione e i bisogni del popolo. La nostra regione, checché se ne dica, ha una spesa sanitaria pro-capite tra le più basse d’Italia (con Calabria e Campania), in continuo trend al ribasso quando invece avrebbe bisogno di recuperare il divario strutturale già esistente. Nel rifiutare il progetto Gucciardi e qualunque altro piano che preveda un depotenziamento della sanità pubblica, consideriamo che essa debba essere difesa dalle logiche del profitto che dominano questo sistema, svincolata dagli interessi dei grandi gruppi economici e dalla mannaia dei vincoli di bilancio e dei patti di stabilità per esser realmente pubblica, efficiente, di qualità e accessibile a tutti. Lo stesso processo di distruzione dei servizi pubblici lo vediamo nel settore dell’istruzione sempre più asservita agli interessi privati padronali come nelle università, in particolare in medicina dove il numero chiuso (in questo sistema) è propriamente funzionale ai tagli negli investimenti pubblici e alla sanità pubblica favorendo l’ingresso dei privati. Per questo chiamiamo i lavoratori, la gioventù e i settori popolari oppressi della Sicilia, doppiamente schiacciati da questi piani antipopolari, a organizzarsi e lottare uniti e dal basso – senza delegare ai politicanti di turno – per i nostri diritti e bisogni contro un sistema che ci priva di tutto facendoci vivere di briciole circondati solo da basi militari.

BASTA TAGLI ALLA SANITA’! BASTA CHIUSURA DI OSPEDALI!

ABOLIZIONE DEI TICKET E DELLE LISTE D’ATTESA!

FUORI I PRIVATI DALLA SANITA’!

DIFENDIAMO LA SANITA’ PUBBLICA, LOTTIAMO PER UNA SANITA’ GRATUITA, DI MASSA E AL SERVIZIO DEL POPOLO!

One Response to Sanità: No al criminale e antipopolare piano Gucciardi-Lorenzin

  1. […] della rete ospedaliera siciliana annunciato dall’assessore Gucciardi (leggi nostra nota precedente) è di tale gravità che ha creato scompiglio nello stesso governo regionale guidato da Crocetta, […]

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