In merito alle dichiarazioni del Segretario Generale della CGIL di Palermo

In merito alle dichiarazioni del Segretario della CGIL di Palermo, Enzo Campo, il Comitato Regionale del Partito Comunista rifiuta e respinge l’accusa di aver “usurpato il luogo della memoria”. Consideriamo tali affermazioni molto gravi e prive di ogni fondamento nella realtà dei fatti citati nell’articolo del giornale on-line lagazzettapalermitana.it che richiedono una nostra replica.

Come ogni anno il nostro Partito è stato presente a Portella della Ginestra, rendendo omaggio ai caduti nella Strage del 1° Maggio 1947, coerentemente con i principi e i valori che rappresentano questo luogo e la Giornata Internazionale dei Lavoratori. Ad usurpare questo luogo della memoria è chi tradisce questi principi e valori. I compagni e le compagne del Partito Comunista, così come altri lavoratori presenti, hanno contestato il governo Renzi (presente in mattinata con il Ministro della Giustizia Orlando), il Partito Democratico e le loro politiche anti-operaie e anti-popolari, che servono gli interessi dei padroni che oggi come ieri si arricchiscono sulle spalle del popolo lavoratore. Ciò è proprio contro cui migliaia di lavoratori, contadini, compagni e compagne del PCI nel 1947 manifestavano a Portella della Ginestra, quando furono massacrati in quella che è la prima strage di Stato post-fascista perpetrata dalla classe padronale contro il movimento operaio e comunista a cui seguirono numerosi attacchi contro le sedi e gli attivisti comunisti, socialisti e sindacali in Sicilia. Le parole del Segretario Generale della CGIL di Palermo non fanno quindi che confermare ciò che abbiamo fatto rilevare all’arrivo del corteo a Portella, ossia la complicità e subalternità degli apparati della CGIL al Partito Democratico e al governo Renzi, che nulla hanno da spartire con il movimento operaio italiano e internazionale. Questi apparati oggi più che mai rappresentano gli stessi interessi che nel ’47 portarono all’attacco omicida di Portella della Ginestra.

Per onorare i proletari caduti 68 anni fa, è necessario che la loro memoria viva coerentemente nelle lotte e non nel collaborazionismo, nella smobilitazione del popolo lavoratore come fanno i funzionari della CGIL, che negli anni hanno firmato accordi dopo accordi, conducendo a un regresso senza precedenti nelle condizioni di vita e di lavoro della classe operaia e dei settori popolari. La nostra replica alle parole di Enzo Campo è pertanto rivolta agli iscritti della CGIL di Palermo e a tutti i lavoratori, disoccupati e pensionati che ogni anno incontriamo a Portella della Ginestra e che, vedendo le nostre bandiere ancora con la gloriosa falce e martello, ci onorano della loro simpatia. Chi usurpa la memoria, coloro che supportano la distruzione dei diritti dei lavoratori o coloro che lottano per questi diritti e per l’emancipazione dei lavoratori dallo sfruttamento padronale?

Vogliamo a questo punto ristabilire la verità dei fatti: ieri si è verificato un atto di burocratismo e arroganza antipopolare da parte della CGIL di Palermo che ha impedito di parlare a un contadino proveniente da Paternò, Emanuele Feltri, in rappresentanza della rete @Terre Forti insieme all’ass. Eco Mulo, nonostante sia stata fatta da costoro ripetutamente richiesta ai funzionari della CGIL e il giorno precedente al sindaco di Piana degli Albanesi. L’apparato della CGIL si è reso così protagonista di un atto che è contrario alla storia e memoria di questo luogo, che simboleggia inoltre in modo significativo come di anno in anno questa organizzazione sindacale stia svilendo il significato del 1° Maggio disonorando la memoria dei compagni caduti. Emanuele Feltri è così venuto al nostro banchetto a informarci su ciò che stava avvenendo, chiedendo una mediazione a supporto della sua legittima richiesta. Nelle sue parole, Enzo Campo, afferma che è stato utilizzato “un tono minaccioso” nei suoi confronti, quando in realtà in modo supponente, arrogante e senza alcun rispetto, sia il Segretario Generale di Palermo che la responsabile organizzazione CGIL di Palermo, si sono trincerati dietro a un formalismo che nella sostanza vuol dire che Portella è “proprietà privata” della CGIL, rifiutando ogni possibilità di dialogo con l’intervento della DIGOS. Dopo questo rifiuto è stato stroncato anche il tentativo di intervento da parte di Emanuele Feltri tramite il nostro megafono (precisiamo che si era già concluso il comizio della CGIL), con l’allontanamento del compagno della rete @Terre Forti e dei militanti del nostro Partito che erano intervenuti a suo supporto, da parte degli agenti della DIGOS.

La rete @Terre Forti (Genuino Clandestino) così come Eco Mulo sono un’espressione della lotta contadina contro la mafia, in difesa della nostra terra e della nostra agricoltura duramente colpita dalle politiche capitalistiche delle multinazionali; quelle stesse multinazionali che affamano i popoli e sono in prima linea ad Expo2015 in cui la CGIL ha firmato un altro vergognoso accordo a favore del lavoro non retribuito. Emanuele Feltri è un attivista molto noto per le sue battaglie, che l’hanno portato a subire varie intimidazioni, minacce e vessazioni da parte della mafia (non certo uno sconosciuto, come affermato da Campo). Il suo intervento sarebbe stato quindi perfettamente coerente con Portella della Ginestra, con i suoi valori e principi, con la sua memoria, per questo abbiamo difeso il suo diritto di parola come rappresentante delle lotte reali, attuali e coerenti. Evidentemente per i funzionari della CGIL di Palermo non è così; può parlare un membro del PD e del governo anti-operaio e anti-popolare (così come tre anni fa l’allora Segr. del PD Bersani) ma non un contadino attivo nella lotta quotidiana per i diritti.

Il Partito Comunista rinnova la propria solidarietà espressa ieri nei fatti a Emanuele Feltri, alla rete @Terre Forti (Genuino Clandestino) e all’ass. Eco Mulo. Consideriamo che quanto avvenuto ieri a Portella, abbia un significato politico molto grave, che va oltre il fatto in sé. Noi rivendichiamo che Portella della Ginestra è un patrimonio del movimento operaio e popolare e che la memoria della Strage vive nella lotta di classe, nelle lotte dei contadini coerentemente a quei principi per cui persero la vita 68 anni fa 11 proletari (con 27 feriti di cui 3 morti in seguito alle ferite). Di anno in anno invece questo ricordo è sempre più svuotato di valori e principi propriamente traditi dalla direzione CGIL nella sua complicità con il Partito Democratico e nella retorica istituzionale. Il Partito Comunista non ha mai, in nessuna occasione, né interrotto nè disturbato il comizio della CGIL e in nessun atto ha mai mancato di rispetto a questo luogo e alla memoria dei proletari caduti, così come agli iscritti, ai lavoratori e pensionati della CGIL, e sfidiamo chiunque a dimostrare il contrario. Proprio per il grande rispetto che abbiamo verso questo luogo e ciò che rappresenta la strage del 1° Maggio ’47, rinnoviamo la sua memoria in modo vivo e militante, chiamando alla lotta sempre.

Il nostro impegno per la dignità e il rispetto di Portella della Ginestra proseguirà di anno in anno, non sottomettendoci mai a quella passività e subalternità verso chi vuol trasformare Portella e il 1° Maggio in una vuota celebrazione. Evidentemente ciò dà fastidio ai funzionari della CGIL di Palermo che hanno approfittato di questo fatto, in cui i nostri militanti sono intervenuti solo a supporto del compagno Emanuele Feltri, per attaccare e denigrare la nostra presenza a Portella che mai come quest’anno ha avuto un grosso riscontro positivo nei lavoratori, disoccupati e pensionati presenti.

Palermo, 02/05/2015

Partito Comunista – Comitato Regionale Sicilia

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