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IL 25 APRILE NON TOLLERA LA DEMAGOGIA DI SALVINI

Le ultime affermazioni del Ministro dell’interno Salvini, che ha annunciato per il 25 aprile la sua presenza in Sicilia, in particolare a Corleone (PA), sono l’ennesima provocazione volta a sdoganare i fascisti, sempre più sguinzagliati nei quartieri popolari per fomentare la guerra tra poveri, funzionale al capitale italiano, e svilire il movimento di liberazione nazionale culminato nella gloriosa Vittoria dei partigiani contro il nazifascismo.

Atteggiamento intollerabile e oltretutto oltraggioso nei confronti di tutti gli operai, contadini e cittadini italiani che lottarono contro la dittatura terroristica del capitale, contro i repubblichini di Salò e contro gli occupanti nazisti, dando la loro vita per un’Italia diversa e più giusta che venne tradita già dal giorno dopo. La realtà è che nella lotta Partigiana hanno svolto un ruolo centrale e primario il movimento operaio con la guida del Partito Comunista italiano con i suoi massimi dirigenti, come Pietro Secchia, e ha visto nei comunisti i migliori strateghi nelle battaglie clandestine dei GAP in città e dei SAP in campagna. Fatti storici, questi, che al capitale italiano, sempre più reazionario, infastidisce ricordare e ammettere.

La demagogia di Salvini non può trovare quindi cittadinanza nel 25 aprile e ricorda l’operazione avviata dalla destra di Berlusconi qualche anno fa quando intendeva cambiare la denominazione in una generica “Festa della Libertà” sulla strada aperta dalla cosiddetta “pacificazione” avviata dalla “sinistra” borghese. Assistiamo ancora una volta quindi all’ennesimo maldestro tentativo di riscrivere la Storia per celare i valori, l’esempio e l’attualità della Resistenza in continuità con le direttrici dell’UE sull’ignobile e antistorica equiparazione tra fascismo e comunismo che serve a spianare la strada ai piani reazionari e alle politiche antipopolari.

La “lotta alla mafia”, accostata dal ministro Salvini al 25 aprile per confondere sempre di più i cittadini, è una vile strumentalizzazione dipinta con una vuota retorica totalmente inutile nella pratica  slegata dalla lotta al capitalismo, in quanto essa ne è prodotto e mezzo. Teniamo a ricordare proprio i tanti compagni militanti, sindacalisti o contadini uccisi per mano della manovalanza mafiosa, come il corleonese Placido Rizzotto, i militanti e dirigenti comunisti siciliani impegnati nella lotta per la riforma agraria come Pietro Macchiarella, Nunzio Sansone, Girolamo Li Causi (segretario regionale del PCI assassinato nel 1947), Pio La Torre o Peppino Impastato. Per non dimenticare i fatti di Portella della Ginestra. La lista è lunga, ma noi comunisti teniamo viva la memoria proseguendo la lotta per l’abbattimento di questo sistema economico ingiusto che genera sia il fascismo che la mafia.

Il 25 aprile scenderemo quindi in piazza per riaffermare i valori della Resistenza, per onorare e ricordare l’enorme sacrificio fatto dai militanti partigiani e dirigenti comunisti del passato, con l’impegno di portare a termine quella lotta per un’Italia socialista e il potere ai lavoratori!

Fedeli alla nostra storia, avanti fino alla vittoria!

Evviva il 25 aprile!

Partito Comunista – Palermo

9 Maggio ’78-2018: 40° anniversario dell’assassinio del compagno Peppino Impastato

A 40 anni dal suo barbaro assassinio ad opera della mafia democristiana, in 10.000 hanno rinnovato la memoria del militante comunista Peppino #Impastato che continua a incarnare la vera essenza della lotta contro la #mafia che è lotta contro i padroni e il loro sistema fondato sul profitto e lo sfruttamento. Rigettando ogni revisionismo che mira a rendere innocua la sua figura, come Partito Comunista e Fronte della Gioventù Comunista – FGC, con un nutrito, deciso e radicale spezzone, abbiamo difeso il suo esempio, pensiero e azione per continuare a farlo vivere nella lotta per un’Italia socialista e il potere ai lavoratori.Volantino Impastato 2018

Leggi: Per una riflessione su Peppino Impastato e la lotta alla mafia, oltre la canonizzazione

Leggi volantino

Torna la falce e martello. Anche in Sicilia vota comunista.

ANCHE IN SICILIA VOTA COMUNISTA
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Anche in Sicilia sarà presente lo storico simbolo dell’emancipazione dei lavoratori nella scheda elettorale delle prossime elezioni politiche. 2.500 sono state le firme raccolte e depositate a sostegno delle liste del Partito Comunista alla Camera e al Senato, frutto della straordinaria mobilitazione dei militanti che con grande abnegazione e spirito di dedizione insieme a decine di simpatizzanti hanno raggiunto in poche settimane migliaia di lavoratori, giovani, disoccupati, precari, agricoltori, pensionati che hanno accolto con interesse la nostra proposta politica e un programma di rottura con il capitalismo, l’Unione Europea e il padronato per la trasformazione rivoluzionaria della società.

Saremo presenti in 5 collegi su 6 alla Camera, un risultato che rappresenta un segnale molto importante nel processo di ricostruzione comunista in Sicilia. Questo nonostante una legge elettorale antidemocratica, farraginosa e fuorviante che ci ha indotto in un errore nelle liste per il Senato che ha portato alla momentanea esclusione di esse, sulla quale faremo immediato ricorso per far rispettare la chiara volontà espressa da migliaia di cittadini che hanno convintamente sottoscritto le liste in un numero tre volte superiore al minimo richiesto.

Dal contadino Emanuele Feltri candidato all’uninominale di Catania al segretario regionale Alessandro D’Alessandro capolista a Palermo, le liste presentate sono composte da militanti impegnati nelle principali lotte nella nostra regione così come da lavoratori della città e della campagna che quotidianamente fanno attività nei loro luoghi di lavoro e che si impegneranno col Partito Comunista a portare avanti il suo programma rivoluzionario per rafforzare le lotte e l’organizzazione della classe lavoratrice in Sicilia. Dai centri di lavoro, alle lotte per la casa, dall’opposizione alle politiche antipopolari e guerrafondaie, contro l’oppressione mafiosa e padronale che terrorizza i lavoratori sfruttati e la devastazione dell’ambiente, alla difesa dell’istruzione, della sanità e trasporto pubblico, dell’agricoltura locale e piccoli commercianti, alla necessità dell’uscita dall’Unione Europea e della NATO, utilizzeremo le elezioni per dar voce e forza ai bisogni e interessi delle classi popolari che ogni giorno vivono sulla loro pelle i drammi di questo ingiusto sistema economico da abbattere.

Per un’#Italia Socialista, per il potere ai lavoratori!
Il #4marzo #votacomunista!