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SOSTEGNO ALLO SCIOPERO A2A PC: «E’ ORA CHE A PRENDER PAROLA SIANO GLI OPERAI DELLA VALLE DEL MELA»

Il Partito Comunista – Messina saluta l’inizio dello sciopero unitario di 8 ore (ad oltranza) degli operai e operaie – diretti e indiretti, metalmeccanici, servizi mensa – della centrale termoelettrica A2A di San Filippo del Mela (ME), contro il licenziamento di 7 operai metalmeccanici in una delle ditte esterne che operano all’interno della centrale. Già lo scorso anno gli operai delle ditte esterne furono artefici di un lungo sciopero contro le precarie condizioni salariali e lavorative imposte con il sistema degli appalti al massimo ribasso con cui il colosso dell’energia A2A gestisce l’impianto intascando milionari profitti per i propri azionisti.

La dimostrazione di forza dello scorso anno dei settori operai più combattivi è la base da cui si sta generalizzando ed estendendo il conflitto in modo unitario a tutti i lavoratori e lavoratrici di fronte all’arroganza padronale che disattende gli accordi e persegue nelle sue politiche di sfruttamento. Lo sciopero in A2A sia esempio e scintilla da estendere a tutta l’area industriale della Valle del Mela: a prender parola sia adesso la classe operaia rompendo il dualismo tra lavoro e salute su cui in questi decenni si è innescato un tremendo ricatto per dividere e continuare a sfruttare e inquinare, le cui conseguenze ricadono principalmente sui lavoratori stessi e le classi popolari del territorio.

Difendere lavoro e salute è possibile, mettendo in discussione il profitto e il suo sistema di sfruttamento. La ricchezza prodotta dagli operai invece di ingrassare i conti di capitalisti, manager, azionisti deve servire a migliorare le condizioni di vita e di lavoro, il benessere, la sicurezza e la salute (attraverso la manutenzione, l’ambientalizzazione e le bonifiche da avviare in tutta l’area industriale), lo sviluppo del territorio. Per questo è necessario incominciare ad invertire i rapporti di forza a partire dai luoghi di lavoro (dalla Centrale alla Raffineria) e da qui a tutta la società.

Solo la lotta paga! Nessun licenziamento deve passare, nessun posto di lavoro va perso!
W la solidarietà e l’unità dei lavoratori!

I MONOPOLI ENERGETICI INCREMENTANO PROFITTI E DIVIDENDI PER LA BORGHESIA FINANZIARIA

I recenti dati diffusi dal monopolio energetico italiano, ENI, registrano un netto incremento dei ricavi, in crescita a 75 miliardi (erano 66 nel 2017), e un utile netto quasi raddoppiato da 2,3 a 4,5 miliardi di euro, facendo segnare il miglior risultato dal 2013 ad oggi. A trainare i profitti della multinazionale italiana soprattutto il saccheggio e sfruttamento delle risorse di idrocarburi (petrolio e gas naturale) del continente africano. Dati che posizionano ENI al primo posto tra i gruppi industriali italiani quotati in borsa, incrementando la distribuzione delle cedole per i propri azionisti con un + 3,6% sull’anno precedente, corrispondente a uno yield che sfiora il 6%.

Il 2018 registra inoltre un altro dato interessante: cresce l’export “siciliano”, in cui prevalgono come sempre di gran lunga coke e prodotti petroliferi raffinati con +15,2%, che hanno inciso per quasi un miliardo di euro in più (da 5,4 a 6,2 mld) e rappresentano più della metà dell’export siciliano. Come ENI, con la raffineria di Milazzo (Me) – insieme alla Q8 Petroleum Italia – e la bioraffineria di Gela, anche la multinazionale americana ExxonMobile a Augusta (Sr), quella russa Lukoil a Priolo (Sr) (per citare le più importanti), continuano a fare enormi profitti. A questi impianti ovviamente si sommano i molteplici giacimenti di petrolio e gas in concessione ai grandi gruppi multinazionali (ENI, Edison, Northern Petroleum, Audax Energy, Schlumberger, Mediterranean Resources ecc.) che godono di bassissime royalties ed esenzioni per circa il 30% della produzione di greggio e per circa il 70% della produzione di gas in Sicilia grazie al loro servizievole personale politico.

Gli industriali e azionisti esultano, ma su cosa si basa tutto questo e cosa resta alla classe lavoratrice e ai settori popolari siciliani? I loro profitti si basano sullo sfruttamento della forza lavoro operaia e delle risorse dei popoli, così come su guerre e inquinamento del nostro territorio: si appropriano della ricchezza prodotta dagli operai per ingrassare i loro conti invece di migliorare le condizioni di vita e di lavoro, il benessere, la salute, lo sviluppo del territorio. Dalla mancata applicazione delle adeguate misure di sicurezza e tutela dell’ambiente agli appalti al massimo ribasso e ristrutturazioni che mettono costantemente a rischio i posti di lavoro e i diritti degli operai, questo caratterizza gli impianti della nostra regione dove – nonostante il netto calo dell’ultimo decennio – avviene circa il 40% della raffinazione italiana, un terzo della produzione offshore italiana di petrolio, una produzione di circa il 18% del greggio e il 3,6% di gas naturale nazionale, senza un minimo di ritorno alla collettività se paragonato agli enormi profitti che intascano i capitalisti.

Bisogna rompere con questo modello di sistema fondato sullo sfruttamento e lo strapotere dei monopoli e multinazionali il cui unico obiettivo è la massimizzazione dei profitti a scapito della maggioranza della popolazione e della salvaguardia dell’ambiente.

Contro l’asservimento ai monopoli e multinazionali, per il potere ai lavoratori e il socialismo.

Raffineria Milazzo, PC: «Servono immediati investimenti per sicurezza e salvaguardia ambiente e salute»

Ieri pomeriggio, ancora una volta, si è registrato un blocco di un impianto della Raffineria di Milazzo a causa di un calo tensione che ha generato una consistente colonna di fumo nero che per ore si è liberata nell’area della Valle del Mela. Proprietà e amministratori continuano ad intascare milioni e milioni di profitti in cambio di inquinamento del territorio. Bisogna rompere il ricatto tra “lavoro o salute” che istituzioni e proprietà continuano a giocare sulla pelle degli operai e del territorio. Gli operai che lavorano nella raffineria e i cittadini della Valle del Mela hanno lo stesso interesse e diritto nel rivendicare lavoro, sicurezza e salute. Servono immediati investimenti per garantire sicurezza e salvaguardia dell’ambiente e della salute utilizzando tutto ciò che lo sviluppo tecnologico oggi consente, ma che gli azionisti dei monopoli Eni e Kuwait non applicano per salvaguardare i loro tassi di profitto. Si appropriano della ricchezza prodotta dagli operai per ingrassare i loro conti invece di migliorare le condizioni di vita e di lavoro, il benessere, la salute, lo sviluppo del territorio. Bisogna sviluppare una vera lotta per rivendicare ambientalizzazione, bonifiche, sicurezza e salute nella piena garanzia occupazionale, salariale e di diritti per tutti.