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No alle politiche migratorie assassine dell’UE!

Dichiarazione congiunta del Partito Comunista di Grecia (KKE), del Partito Comunista (Italia), del Partito Comunista di Malta (PCM) e del Partito Comunista dei Popoli di Spagna (PCPE)

Su iniziativa del  KKE, i partiti comunisti dei 4 paesi europei del Mediterraneo, che ricevono le maggiori ondate di profughi e immigrati, denunciano la linea politica dell’UE e puntualizzano le cause del problema, così come la direzione della lotta dei comunisti su questo tema. La dichiarazione comune è la seguente:

Di fronte all’indicibile tragedia che si sviluppa nei mari dei nostri paesi in relazione ai rifugiati e immigrati, il KKE, il PC (Italia), il PCM e il PCPE vogliono sottolineare quanto segue:

L’attuale tragedia ha un nome: è la linea politica dell’UE e di altri paesi, come gli USA, responsabile delle guerre nel Mediterraneo Orientale, Medio Oriente e Nord Africa. Questa tragedia fonda la sua radice nel sistema capitalista stesso, che genera povertà, sfruttamento di classe e oppressione della classe operaia e dei popoli da parte di regimi reazionari, così come l’acutizzazione delle contraddizioni imperialiste che causano guerre e interventi imperialisti.

Le guerre e gli interventi imperialisti realizzati in Siria, Libia, Iraq, Mali e in altri paesi del Medio Oriente e Africa hanno un profondo impatto sui popoli di questi paesi, che sono costretti a rischiare le loro vite per spostarsi in altre aree.

Non si può risolvere il problema delle ondate migratorie senza affrontare le cause che lo creano. Le “recinzioni”, il Frontex, e le altre misure repressive servono solo a incrementare il numero di morti e i prezzi dei trafficanti di schiavi.

I governi del denominato “Sud” europeo, che siano di “destra” o di “sinistra”, hanno una enorme responsabilità, dato che partecipano a questo crimine e ai piani imperialisti della NATO e l’UE.

Noi lottiamo per farsì che si mettano in pratica misure di soccorso e che i governi garantiscano forme immediate di centri di accoglienza temporanei degni per i rifugiati e che li forniscano di documentazione per poter viaggiare nei loro veri paesi di destinazione. Dobbiamo sfidare i Regolamenti di Dublino e il Trattato di Schengen.

Infine, vogliamo sottolineare che questa questione non può esser affrontata separatamente dalle sue cause. È necessario rafforzare la lotta dei nostri popoli contro gli interventi imperialisti dell’UE e della NATO, contro lo stesso sistema capitalista marcio.

22 Aprile 2015

Un continuo disastro sociale

I nodi vengono al pettine, in modo sempre più drammatico per i ceti popolari. Da lunedì (4/11), centinaia di famiglie della provincia di Messina si sono visti “sospesi” il servizio d’assistenza per il trasporto dei loro figli disabili alle proprie scuole superiori. Servizio d’assistenza e trasporto svolto dalla Coop. Genesi che da questa mattina ha dovuto sospendere (ma non risulta al momento alcuna prospettiva reale che il servizio possa riprendere)  il servizio a causa della fine del finanziamento stanziato in emergenza dalla Provincia di Messina di 216.000 euro. Obbligatorietà del servizio che non viene garantita a causa della “mancanza di risorse” da parte della provincia, a cui la Regione non ha inviato il finanziamento che aveva promesso il governatore Crocetta solo pochi giorni fa. Al vero e proprio crimine della mancanza di un servizio d’assistenza essenziale, si aggiunge (particolare non secondario) il fatto che un centinaio di lavoratori della Cooperativa vedono messo a rischio seriamente il loro lavoro. Ad essere colpiti ormai sono anche i servizi minimi che questo sistema non riesce a garantire neanche alle fasce più sensibili della popolazione. Come è il caso del taglio agli insegnanti di sostegno, che ha colpito centinaia di studenti disabili siciliani che non possono usufruire di un servizio per loro vitale, la cui assenza spesso costringe i genitori a non poter mandare i loro figli a scuola.

Il governatore Crocetta, continua nella sua politica di sola facciata e promesse; eletto da una minima porzione della popolazione siciliana, al grido del “cambiamento” e della “rivoluzione” si dimostra giorno dopo giorno solo un continuatore delle politiche anti-popolari. Il suo “modello Sicilia” così tanto decantato a livello nazionale nei suoi tentativi di scalata politica, si dimostra concretamente essere un disastro sociale per i lavoratori, disoccupati, precari, ceti popolari. A livello di politiche della sanità, il governo Crocetta sta proseguendo sul solco Cuffaro-Lombardo, con le pratiche di privatizzazioni e esternalizzazioni che giorno dopo giorno colpiscono sempre più lavoratori e cittadini. Dalla TESEOS di Messina con la svendita ai privati del servizio di riabilitazione e con la minaccia di licenziamento per oltre 100 lavoratori e il servizio seriamente messo a rischio per i bisognosi, al via libera dato alla maxiclinica privata Humanitis di Catania: le sofferenze dei malati sono affari per i privati nel contempo che si taglia la sanità pubblica per le famose esigenze di  “bilancio”. Non dimentichiamo la morte di qualche giorno fa di Raffaele Pennacchio, malato di SLA, morto davanti a Montecitorio a seguito della protesta contro il taglio del servizio d’assistenza domiciliare ai malati di SLA sancito dalla legge di stabilità varata dal governo nazionale. Questo colpisce particolarmente la Sicilia, essendo tra le regioni d’Italia col più alto numero di malati di SLA (oltre 300). Nell’ambito della sanità, del mondo delle esternalizzazioni, privatizzazioni e dei servizi, si annidano i mille intrecci del clientelismo e dell’affarismo di politicanti e imprenditori.

Per i lavoratori, precari, disoccupati non c’è nessun “cambiamento”.  Gli oltre 30.000 precari dislocati tra enti locali, Sanità, scuola e Regione, nonostante le rassicurazioni e le promesse di Crocetta vedono la prospettiva della stabilizzazione sempre più come un miraggio (così come i forestali). Ci ricordiamo delle promesse fatte ai precari degli enti locali durante la protesta che portò all’occupazione della Cattedrale di Palermo, durante la quale Crocetta rassicurò (in cambio della smobilitazione) i lavoratori promettendo la stabilizzazione. Noi, all’epoca, mettemmo subito in guardia i lavoratori a non credere alle promesse, ed oggi con la modifica al Decreto 101 i fatti dicono che il futuro non prospetta nulla di positivo.

Per quello che giorno dopo giorno le classi popolari subiscono, non basta l’indignazione né l’attesa messianica dei salvatori di turno, politicanti di un teatrino istituzionale che scaricano le colpe gli uni su gli altri, sia a livello regionale, che nazionale, che regionale-nazionale. Abbiamo tutti assistito in questi giorni, alla falsa andata in scena all’ARS sulla sfiducia al governo Crocetta. Non è cambiando le facce dei gestori del sistema che ci saranno cambiamenti positivi per le classi popolari, il sistema è giunto ormai alla sua fase culminante di putrefazione e parassitismo… che non ha nulla da dare alla classe lavoratrice e ai settori popolari. I cambiamenti possono arrivare solo con la mobilitazione, la lotta e la pressione che saremo in grado di esercitare, giorno dopo giorno, battaglia dopo battaglia.

MIGRANTI: Vergogna al capitalismo! Vergogna all’imperialismo!

L’ennesima tragedia che ha colorato di rosso il mare Mediterraneo rivela la precisa responsabilità di politiche criminali che, da un lato, attraverso l’espansionismo imperialista, affama e distrugge le economie dei paesi del sud del mondo, depredando e le risorse, dall’altro è funzionale all’aumento dell’esercito salariato di riserva alimentato dagli eterni sfruttati, cancellandone definitivamente i diritti.

A questo servono le criminali politiche di respingimento che oggi, ipocritamente, vengono messe in discussione anche da coloro che ne sono stati i fautori o i precursori  (vedi legge Turco Napolitano e Bossi Fini).

Allo stesso modo permane nel silenzio totale lo sfruttamento dei lavoratori europei, obbligando gli stessi ad una migrazione interna all’U.E a vergognose ed umilianti condizioni di lavoro. Il Partito Comunista evidenzia come lo sfruttamento generalizzato ha come motore propulsore il conflitto capitale – lavoro determinato dai rapporti di forza interni alla società. Solo il socialismo comunismo può mettere fine alle politiche imperialiste e creare una società nella quale trovino spazio dignità e giustizia sociale per tutti i lavoratori.      

 C.S.P.   –   PARTITO COMUNISTA    

OdG approvato al CC del CSP-PC, Roma 05/10/2013