Foto Contro G7. Convegno e manifestazione

Foto del Contro G7 di classe e antimperialista organizzato dal Partito Comunista a Giardini Naxos (Me) il 27 maggio scorso con il Convegno Internazionale “Né terra, né mare, né aria per gli Leggi tutto.. »

No al G7 di Taormina

Il 26 e 27 maggio 2017 si svolge a Taormina (Me) il Vertice dei capi di stato e di governo del Gruppo dei Sette (G7), ossia il gruppo delle 7 maggiori potenze Leggi tutto.. »

Da Adrano a Taormina: inizia la campagna del Partito Comunista contro il G7

Parte da Adrano (Ct) la campagna del Partito Comunista contro il G7 di Taormina. In tutta la Sicilia si prepara l’opposizione al Vertice G7 che si svolgerà il prossimo 26 e 27 Leggi tutto.. »

17 Gennaio 1951 – 2017: Oggi come ieri, contro la NATO, per la pace e l’internazionalismo proletario

Il 17 gennaio di 66 anni fa, ad Adrano (CT) in via De Giovanni, veniva ucciso dai fascisti con la protezione della polizia italiana e le istituzioni borghesi, il bracciante agricolo comunista Leggi tutto.. »

Nota del Partito Comunista sull’esito del referendum e le dimissioni di Renzi

L’esito del referendum ha segnato una pesante sconfitta per il governo Renzi, per il sistema di potere che in questi anni ha interpretato in modo più conseguente e risoluto gli interessi del Leggi tutto.. »

2° edizione della Festa Comunista della Sicilia

Dopo il successo dello scorso anno torna dal 23 al 25 Settembre la Festa Comunista organizzata dal Partito Comunista fed. Sicilia alla Casa del Popolo “G.Rosano e P.Maccarrone” di Adrano (CT) in Leggi tutto.. »

Sanità: No al criminale e antipopolare piano Gucciardi-Lorenzin

Il progetto di riassetto della rete ospedaliera siciliana predisposto dall’Assessorato regionale alla Salute, Gucciardi (PD), in applicazione della riforma introdotta con il decreto Balduzzi (Scelta Civica) e delle direttive del ministero guidato Leggi tutto.. »

Dissequestro MUOS: il Tribunale del Riesame di Catania risponde presente alla chiamata di guerra in Libia

A qualche giorno dall’incontro del Ministro della Difesa, Pinotti, con i rappresentanti del Congresso americano e all’indomani della dichiarazione della stessa di disponibilità alla concessione delle basi agli USA per le operazioni Leggi tutto.. »

Sulla “crisi idrica” di Messina e il nuovo DDL “acqua pubblica” in Sicilia

La cosiddetta “crisi idrica” esplosa in queste settimane nella città di Messina a seguito della frana che ha messo fuori uso la rete idrica che dall’acquedotto di Calatabiano (Ct) rifornisce la città Leggi tutto.. »

Adesione al corteo regionale “contro la guerra e la NATO” del 31 ottobre a Marsala

Il Comitato Regionale della Sicilia del Partito Comunista aderisce alla manifestazione contro la guerra e la NATO del 31 ottobre a Marsala (Tp) in opposizione alle manovre di guerra denominate “Trident Juncture Leggi tutto.. »

NO ALLE MANOVRE DI GUERRA. FUORI L’ITALIA DALLA NATO, FUORI LA NATO DALL’ITALIA!

Dal 3 ottobre al 6 novembre prossimo si svolgeranno le esercitazioni NATO chiamate “Trident Juncture 2015”, le più importanti e imponenti “dalla fine della Guerra Fredda e, probabilmente, della storia della NATO”. In Leggi tutto.. »

Volantino. Abolire l’IMU agricola!

ABOLIRE L’IMU AGRICOLA! BASTA TASSE ANTIPOPOLARI VOLUTE DAL GOVERNO RENZI A FAVORE DELLE CLASSI PADRONALI! Il Partito Comunista si oppone fermamente alla nuova IMU agricola imposta dal governo Renzi e applicata dalle Leggi tutto.. »

Contro le celebrazioni del sessantennale della “Conferenza di Messina”

“Gli Stati Uniti d’Europa in regime capitalistico sarebbero o impossibili o reazionari” Lenin 60 anni dopo la Conferenza di Messina, svolta nella città dello Stretto dal 1° al 3 Giugno 1955 a Leggi tutto.. »

In merito alle dichiarazioni del Segretario Generale della CGIL di Palermo

In merito alle dichiarazioni del Segretario della CGIL di Palermo, Enzo Campo, il Comitato Regionale del Partito Comunista rifiuta e respinge l’accusa di aver “usurpato il luogo della memoria”. Consideriamo tali affermazioni Leggi tutto.. »

No alle politiche migratorie assassine dell’UE!

Dichiarazione congiunta del Partito Comunista di Grecia (KKE), del Partito Comunista (Italia), del Partito Comunista di Malta (PCM) e del Partito Comunista dei Popoli di Spagna (PCPE) Su iniziativa del  KKE, i partiti Leggi tutto.. »

Con i lavoratori dei treni a lunga percorrenza e traghettamento dello Stretto

Con l’annuncio della rimodulazione da parte della società Rfi del servizio di traghettamento dello Stretto e dei treni a lunga percorrenza che collegano la Sicilia al resto del paese, la nostra regione Leggi tutto.. »

No alla dismissione dei treni a lunga percorrenza e delle navi a 4 binari

Lo scorso 2 Gennaio, il sindacato di base Or.S.A. ha denunciato tramite un comunicato diffuso per mezzo stampa, l’intenzione del Gruppo F.S. di “eliminare il servizio universale garantito dai treni a lunga Leggi tutto.. »

Adesione all’appello “Guerre e Muos: opporsi è possibile”

Il Partito Comunista aderisce all’appello del Coordinamento Regionale Comitati NO MUOS “Guerre e Muos: opporsi è possibile” e si impegna altresì a diffonderlo. Consideriamo questo appello molto positivo, in quanto inquadra la Leggi tutto.. »

Sull’incendio alla Raffineria di Milazzo

La Fed. di Messina del Partito Comunista esprime la propria solidarietà e vicinanza agli operai e operaie della Raffineria di Milazzo, ai lavoratori del corpo dei vigili del fuoco e alla popolazione Leggi tutto.. »

Il capitalismo distrugge il meridione d’Italia

Il recente rapporto SVIMEZ sull’economia del mezzogiorno 2014 (1), presentato il 30 luglio 2014 alla Camera dei Deputati, ci consegna la fotografia del pesantissimo arretramento del sud, con l’occupazione scesa sotto la Leggi tutto.. »

 

Manifestazione No MUOS 6 agosto 2017

Anche lo scorso 6 agosto il Partito Comunista presente alla manifestazione NoMUOS che dal presidio permanente di c.da Ulmo è giunto al cancello 1 della base USA che occupa la Riserva Naturale Sughereta di Niscemi, dove è avvenuta l’ennesima azione repressiva della polizia con un fitto lancio di lacrimogeni sui manifestanti. Nonostante tutto, abbiamo rinnovato la lotta per lo smantellamento del MUOS e la chiusura della base USA, contro le guerre imperialiste e la militarizzazione del territorio, perchè la Sicilia non sia più centro logistico delle guerre e interventi imperialisti a beneficio di grandi imprese e banche che distruggono e depredano i popoli costretti all’emigrazione di massa, in prosecuzione con le politiche antipopolari del padronato, UE e governo che schiacciano diritti e salari dei lavoratori nel nostro paese. Con i lavoratori di tutti paesi, per un mondo senza sfruttamento, guerre e rifugiati. Nè terra, nè acqua, nè aria per gli imperialisti. Potere ai lavoratori! http://www.lariscossa.com/2017/08/07/niscemi-centinaia-la-base-usa-la-polizia-lancia-lacrimogeni/ goo.gl/jaNKZ2

Licata, Catania, Palermo, 57 anni dopo dalla stessa parte delle barricate!

Luglio 1960 – Ricordiamo la nostra storia di classe

La giovane Repubblica attraversa anni di instabilità: dal 1955 al 1960 si alternano 5 governi. Il movimento operaio, dopo l’esperienza vittoriosa della Resistenza, è in ascesa e rivendica i propri diritti e aspirazioni per cui ha duramente combattutto nella Lotta di Liberazione Nazionale dal nazifascismo. Alla disfatta del secondo governo Segni, il Presidente della Repubblica Gronchi nominò il democristiano Ferdinando Tambroni, come Presidente del Consiglio di un governo tecnico che ottenne la fiducia alle Camere grazie all’appoggio del partito neofascista del MSI (Movimento Sociale Italiano) di Michelini-Almirante che due mesi convoca provocatoriamente il suo Congresso a Genova, città partigiana. E’ il 30 giugno 1960 ed è rivolta. Operai e studenti si riversano nelle strade, il governo applica la “linea dura”: 11 morti e centinaia di feriti. E’ solo l’inizio. Da Nord a Sud, l’Italia è attraversata da grandi giornate di lotte e barricate che rinnovano la lotta partigiana mentre la violenza della repressione statale si scaglia sul proletariato in diverse città rinnovando lo squadrismo fascista: le forze dell’ordine hanno l’ordine di sparare sulla folla, decine di proletari vengono uccisi. La strage di Reggio Emilia è divenuta il simbolo della lotta operaia del 1960. Quel maledetto 7 luglio, cinque operai reggiani, Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri, Afro Tondelli, tutti iscritti al PCI, furono uccisi dalle forze dell’ordine. Lo sciopero cittadino di Reggio Emilia venne convocato dalla CGIL dopo i “fatti di Licata”, nell’agrigentino del 5 luglio e la repressione il giorno successivo di una manifestazione a Roma, a Porta San Paolo, col ferimento dei deputati comunisti e socialisti.
 
5 Luglio 1960 a Licata – Durante una manifestazione operaia e popolare, contro il carovita, la gravissima crisi economica, per il lavoro, la terra e il pane, contro il governo democristiano di Tambroni, sostenuto dai fascisti del MSI, la polizia italiana uccide a colpi di mitra Vincenzo Napoli, giovane piccolo esercente locale di 24 anni, che stava tentando di proteggere un bambino tenuto fermo a un muro e picchiato dai celerini. La reazione popolare fu enorme, gli scontri proseguirono per tutta la giornata, venne smantellato un ponte metallico sul fiume Salso, per bloccare l’afflusso dei poliziotti in città, che riuscirono ad entrare solo a notte inoltrata rastrellando tutto il paese.
 
8 Luglio 1960 a CataniaIl giorno dopo la strage di Reggio Emilia, a Catania migliaia di proletari sono per le strade. La polizia italiana attacca la manifestazione a p.zza Stesicoro. Salvatore Novembre, disoccupato di 19 anni, viene massacrato a manganellate e sparato dalla polizia italiana: le testimonianze dirette riportano che mentre Salvatore si accasciava a terra sanguinante e perdeva i sensi, un poliziotto gli sparò addosso ripetutamente. Uno, due, tre colpi… il quarto lo colpì al volto, rendendolo irriconoscibile. Il corpo martoriato e sanguinante di Salvatore venne trascinato da alcuni poliziotti, lasciando una scia di sangue, fino al centro di piazza Stesicoro, affinché fosse di ammonimento per i manifestanti. La polizia, mitra in mano, impedì a chiunque di portare soccorso a Salvatore Novembre, che morì dissanguato sul selciato della piazza, dopo una lunga agonia. Altri 6 compagni furono feriti da colpi d’arma da fuoco.
 
8 Luglio 1960 a Palermo La CGIL proclama lo sciopero generale in risposta alla strage di Reggio Emilia. Fin dalle prime ore del mattino, la Celere presidia il centro storico della città per dissuadere gli operai, i lavoratori, i disoccupati, i giovani, a partecipare allo sciopero e al corteo guardato a vista da un imponente schieramento di polizia che poi carica lanciando a velocità le sue jeep contro la folla. Il proletariato palermitano reagì e iniziò la battaglia, tra p.zza Verdi e p.zza Politeama, difendendosi con pietre, bastoni e tutto quello che trovava, erigendo una barricata. La polizia italiana spara. Il primo ad essere colpito fu Giuseppe Malleo, operaio di 16 anni, colpito da una pallottola di moschetto al torace in via Celso, morirà in ospedale dopo giorni di agonia. Subito dopo, cade in via Spinuzza sotto i colpi di mitra Andrea Gangitano, di 19 anni, operaio edile comunista e dirigente CGIL così come Francesco Vella di 42 anni, mastro muratore e organizzatore delle leghe edili, colpito in Via Bari mentre cercava di soccorrere un compagno di 16 anni colpito da un lacrimogeno. Infine fu colpita a morte Rosa La Barbera, di 53 anni, mentre stava cercando di chiudersi in casa, in via Rosolino Pilo. La battaglia per le strade durò per tutta la giornata, con centinaia di proletari feriti di cui 40 che rimasero feriti da colpi d’arma da fuoco, 370 furono fermati e 71 arrestati, 53 (la maggior parte operai) dei quali processati il 16 Ottobre e condannati a pene dai 6 agli 8 anni.
 
Erano passati solo 15 anni dalla vittoria della Resistenza e poco meno dalla nascita della Repubblica, le illusioni svanirono in fretta e chiaramente si svelò la continuità con l’epoca fascista della dittatura della borghesia che cambiò solo la maschera indossando quella “democratica” il cui contenuto profondamente antioperaio e antipopolare, violento e oppressore, costituisce la natura puramente classista dello Stato borghese, di tutte le sue istituzioni, apparati e leggi al servizio del capitale! Tanto come durante il fascismo così nella nuova Repubblica i nemici e i perseguitati furono sempre gli stessi, quegli stessi che accesero le lotte del biennio rosso e gli stessi che condussero il nostro paese alla lotta di liberazione. Tambroni si dimise il 19 luglio del 1960. La forte pressione popolare costrinse la borghesia, e il suo principale partito dell’epoca, ossia la DC, a trovare una nuova formula per garantire la stabilità politica del sistema capitalista in cui progressivamente il PCI di Berlinguer si integra come forza politica di gestione e collaborazione con la borghesia.
 
Nessun poliziotto, nè tantomeno i mandanti, né per i fatti di Palermo, né di Catania, né di Licata è stato mai identificato e punito. Ma noi sappiamo chi è STATO e non dimentichiamo!
 
La memoria vive nella lotta di classe
 
La ricostruzione del Partito Comunista in Italia, si lega alle grandi e migliori tradizioni di lotta e militanza della classe operaia e delle masse popolari italiane con in prima linea i comunisti. Per questo ricordare questi eventi per noi non è un operazione di semplice e formale commemorazione ma vuol dire dare dignità a quelle lotte attualizzandole nella realtà odierne, in un filo rosso che nessuno potrà mai spezzare. Oggi dove come ieri, sotto attacco ci sono sempre i diritti dei lavoratori, della gioventù e studenti, con la compressione dei salari e pensioni, il taglio dei diritti sociali e democratici, come al diritto all’istruzione e alla salute, la disoccupazione di massa, spinte autoritarie e fasciste, la guerra imperialista. Ricordiamo i caduti della Sicilia proletaria, onorandoli nella vita e nella militanza di tutti i giorni per l’Italia rossa e socialista!
 
Per i nostri morti, non un minuto di silenzio,
tutta una vita in lotta per il socialismo-comunismo!

1° luglio corteo No MUOS a Niscemi

Il comitato regionale della Sicilia del Partito Comunista aderisce e parteciperà al corteo convocato dal Coordinamento Regionale dei Comitati No MUOS per il 1° Luglio nella cittadina di Niscemi (CL) sul cui territorio è situata la base della Marina militare americana che occupa la Riserva Naturale Sughereta in cui è installato il MUOS.

Come già affermato in occasione del G7 di Taormina: né terra, né mare, né aria per gli imperialisti.

Le decisioni dei vari governi succedutosi negli anni, sia a livello nazionale che regionale, che coinvolgono il nostro paese e territorio nei piani di interventi e guerre imperialiste, costituiscono gravi pericoli e rischi per il nostro popolo e un beneficio solo per grandi imprese e banche. La sentenza, pilotata dal governo, di dissequestro da parte del Tribunale di Riesame di Catania, confermata dalla Corte di Cassazione, ha dato il “via libera” alla messa in funzione del MUOS, in contemporanea con la mannaia repressiva scatenata contro centinaia di attivisti. Servile mossa con la quale l’imperialismo italiano vuol rafforzare i suoi interessi antipopolari mediati nell’ambito delle predatorie alleanze imperialiste di UE e NATO, in una fase in cui si acuiscono competizioni e conflitti. 

In questo la Sicilia – duramente colpita dalla desertificazione industriale, distruzione del tessuto agricolo, devastante saccheggio del territorio, profondi tagli alla sanità, crisi idrica ecc. – viene sottoposta ad un forte processo di militarizzazione trasformandola sempre più in centro logistico strategico, con decine di installazioni e basi USA/NATO, per gli interventi e guerre imperialiste nell’area del Mediterraneo, Africa e Medio Oriente, in cui il MUOS ha una importanza strategica per i piani dell’imperialismo americano nel controllo e conduzione delle sue operazioni militari nella regione.

Interventi e guerre di saccheggio, rapina e distruzione condotte per la conquista di risorse energetiche, vie di trasporto, posizioni geopolitiche nell’esclusivo interesse dei grandi monopoli internazionali nell’ambito della competizione interimperialista che al contempo strappano dalle loro terre milioni di esseri umani nel drammatico fenomeno di emigrazione di massa con un Mediterraneo trasformato in una gigantesca fossa comune e oggetto di una nuova operazione militare dell’UE e della NATO denominata FRONTEX che non ha nulla di “umanitario”. Uomini e donne, bambini, sottoposti alla speculazione affaristica e allo sfruttamento utilizzati per la competizione al ribasso per la compressione di diritti e salari da parte della stessa classe che produce le guerre e le cause della immigrazione su cui si innesca inoltre la disputa nella spartizione delle quote nella misura adeguata all’accumulazione capitalistica e dei profitti dei monopoli, e la generazione del conflitto orizzontale interno cioè alla classe degli sfruttati, con razzismo, nazionalismo, xenofobia, marginalismo ecc. sul quale si alimenta la macchina di guerra, sfruttamento e repressione.

Tutto questo avviene in prosecuzione con le politiche antipopolari che padronato, UE e governo hanno scatenato contro i lavoratori nel nostro paese, con l’incremento dello sfruttamento e della disoccupazione, il taglio di salari e pensioni, dei diritti lavorativi e democratici, della spesa sociale e servizi (sanità, istruzione, trasporti, acqua, ecc.), mentre crescono le spese militari e la ricchezza prodotta dai lavoratori viene rubata da un pugno di parassiti capitalisti. Le borghesie con i loro Stati conducono questa macelleria per risolvere la crisi a loro vantaggio e regolare la competizione internazionale in una nuova sanguinosa spartizione del mondo che ci porta nuovamente sull’orlo di una guerra mondiale.

La lotta contro il MUOS è parte fondamentale per sabotare questi piani e smilitarizzare la Sicilia affinché i nostri territori non siano più sfruttati per i fini bellici degli imperialisti come avviene per gli interventi in Libia e Siria. I lavoratori non hanno alcun interesse in comune con i padroni che ci sfruttano tutti i giorni nei posti di lavoro, precarizzano le nostre condizioni di vita e di lavoro e ci privano di tutto. Né pace con loro, né guerra tra i popoli è la direzione per affossare le politiche di sfruttamento, guerra e diseguaglianza sociale e territoriale che il capitalismo ci impone. Le differenti potenze capitaliste si stanno riarmando, si stanno preparando per una grande conflagrazione mondiale. Di fronte a questi piani di distruzione e rapina dei capitalisti di tutti i paesi, la classe operaia mondiale deve rispondere unitariamente ed evitare ogni tentativo di dividere la classe operaia. I lavoratori, al di là di origine, religione o colore della pelle, sono uniti dal comune interesse della lotta per una vita senza sfruttamento e povertà, senza padroni che rubano la ricchezza che produciamo.

La grande mobilitazione popolare che ha sfidato in tutti questi anni l’imperialismo americano e il suo alleato italiano ha portato a successi parziali che non rappresentavano alcuna garanzia di vittoria ma solo degli ostacoli che gli imperialisti rimuovono innalzando il loro livello di arbitrarietà e autoritarismo. Così la messa in funzione del MUOS non rappresenta una sconfitta ma indica ulteriormente che l’unica strada e garanzia per la vittoria passa dalla forza che saremo in grado di continuare a mettere in campo per imporre lo smantellamento del MUOS e la chiusura della base USA  attraverso la lotta popolare, consci della complicità di tutte le istituzioni statali, del governo italiano e regionale con gli interessi dell’imperialismo USA con cui è colluso l’imperialismo italiano tramite la NATO.

La barbarie dei nostri tempi è frutto del capitalismo: solo rovesciando il potere dei capitalisti e rompendo con UE e NATO, apriremo la strada ad un futuro di progresso e benessere sociale con il potere in mano ai lavoratori dove la ricchezza prodotta soddisfa i bisogni delle masse popolari in armonia con l’ambiente e in pace e prosperità con i popoli di tutto il mondo!